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Guerra tra Renzi e Europa, no a Bruxelles a rialzo deficit

Cronaca

DIJSSELBLOEM, NO AZIONI UNILATERALI. RENZI, PREGIUDIZI

E’ guerra aperta tra Matteo Renzi e l’Europa. Da Bruxelles arriva un sonoro stop alla proposta dell’ex premier di portare il deficit italiano al 2,9% per cinque anni, archiviando il fiscal compact per tornare alle regole di Maastricht. L’idea viene bocciata dal commissario agli affari economici Pierre Moscovici e dal presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. Prima Moscovici ricorda che l’Italia e’ il solo Paese ad aver ”beneficiato di tutta la flessibilita”’. Poi Dijsselbloem afferma che nessuno puo’ decidere ”unilateralmente”. Ma il segretario del Pd non sembra farsi impressionare: la proposta ”passera”’ a dispetto del ”pregiudizio” anti-italiano di Dijsselbloem, assicura. Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan frena: il tema riguarda il prossimo governo. Se ne parlera’, conferma Renzi, dopo il voto. 

L’idea che l’Italia possa mantenere il deficit al 2,9% del Pil nei prossimi 5 anni per poter rilanciare l’economia non piace a Bruxelles, dove la proposta dell’ex premier Matteo Renzi viene considerata poco piu’ di una “boutade” elettorale. La bocciatura e’ arrivata dalle prese di posizione della Commissione e dell’Eurogruppo, ma anche da molti commenti “off the record” raccolti negli ambienti comunitari. Il primo a reagire e’ stato il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas: ha premesso che il presidente Jean-Claude Juncker, “ha una relazione molto buona con il primo ministro italiano, Paolo Gentiloni” e che “il nostro commissario in carica ha una relazione altrettanto buona con il ministro Padoan”. Ma, ha aggiunto riferendosi a Renzi, “la Commissione non commentera’ dichiarazioni di persone al di fuori di questa cerchia” di responsabilita’, ha aggiunto Schinas. Quanto al fiscal compact, criticato dallo stesso Renzi, dovrebbe essere integrato nel quadro giuridico Ue entro il 2019, ma la maggior parte delle norme che comprende sono gia’ vincolanti in quanto accettate da ogni stato e addirittura inserite nelle rispettive costituzioni (e’ il caso del pareggio di bilancio).

Fra i commenti raccolti a margine dell’Eurogruppo, che affronta fra l’altro la questione delle banche venete, si segnala quello del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. “Mi sembrano temi per la prossima legislatura”, ha osservato. E il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha aggiunto che mantenere il deficit a quel livello per 5 anni “sarebbe fuori dalle regole del quadro di bilancio. Non e’ una decisione che un Paese puo’ prendere da solo”, ha sottolineato, “siamo all’interno di un’Unione monetaria. Se vogliamo cambiare le regole, va bene, ma non possiamo dire unilateralmente che ‘non fanno per me nei prossimi 5 anni’”. Durissima la replica di Renzi il quale ha ricordato che Dijsselbloem con i suoi pregiudizi e’ “l’olandese che disse che gli italiani spendevano i soldi per la flessibilita’ in donne e alcol”. “E noi le donne non le paghiamo, a differenza di alcuni di loro”, ha aggiunto, ribadendo che la battaglia sul Fiscal Compact dovra’ essere portata avanti dal prossimo governo italiano. Infine, il commissario agli Affari economici e finanziari Pierre Moscovici ha ricordato che “l’interesse dell’Italia e’ di continuare ad abbassare i suoi deficit per ridurre il livello del debito. Un debito troppo elevato pesa sulle generazioni future e impedisce di finanziare dei servizi pubblici”, ha avvertito. L’Italia, ha concluso, “non puo’ lamentarsi delle sue relazioni con la Commissione, nella misura in cui e’ stato l’unico Paese che ha beneficiato di tutte le flessibilita’ che offre il Patto”.


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