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“La Chitarra volante”

Arte, Cultura & Società

(Intervista, di Fedele Boffoli, a Vito Nicola Paradiso)

 

Nato in Puglia, nel 1964, dove vive e lavora, Vito Nicola Paradiso, “Chitarra d’Oro 2012 per la didattica” (17° Convegno Internazionale di Alessandria) e “Maestro d’Italia 2008 – 2012” (Premio Musica Italia di Barletta), è insegnante e concertista di chitarra. Ha tenuto concerti in Italia, Francia, Inghilterra, Spagna, Germania, Scozia, Olanda, Ungheria, Svizzera, e Irlanda, Canada, Messico, Argentina, Cina, Giappone e in diversi stati americani (California, Oklahoma, Arizona, Oregon, Indiana, Washington, Massachusetts e New York); ha, da poco, concluso, presso Aurisina (TS), uno stage, con concerti, organizzato dalla Glasbena Matica, prestigiosa scuola di musica di minoranza slovena, ce ne parla?

È sempre un grande piacere tornare da queste parti. Ci sono già stato diverse volte per altre master class e concerti: Duino, Monfalcone, Staranzano, Redipuglia, Palmanova e altre belle località. Devo dire che il calore e la gioia di questi ragazzi e i loro insegnanti ogni volta mi entusiasma e mi rende molto felice.

Tra le sue attività, musicali, molto importante è l’insegnamento, è, infatti, autore del metodo di base (record di vendite) “LA CHITARRA VOLANTE”, pubblicato dalla casa editrice Curci di Milano, libro di didattica più utilizzato in Italia ed adottato in scuole d’Europa ed America…

Si, in effetti si tratta di un metodo, e in generale di una metodologia nuova di approccio allo studio della chitarra, che rende il lavoro molto piacevole e ricco di stimoli per i ragazzi. Il metodo, diviso in due volumi, è stato anche tradotto in lingua inglese e portoghese e viene regolarmente adottato in Europa, nord e sud America.

Come solista, ha eseguito concerti, per chitarra e orchestra, e, in ambito cameristico, ha fatto parte di ensemble dal duo, con il flauto, il violino, l’arpa, il canto, le percussioni, sino al quintetto con archi, collaborando con artisti italiani e stranieri, di fama internazionale…

Ho da qualche anno ripreso a pieno ritmo anche l’attività concertistica dopo un periodo di stop totale dovuto ai miei doveri di papà. Adesso che i figli son cresciuti, sono tornato a fare quello che più mi piace: viaggiare e tenere concerti in giro per il mondo.

Il suo repertorio è, notevolmente, eclettico, spazia, infatti, dalla musica partenopea al classico ed al genere descrittivo… In cosa si sente, attualmente, maggiormente appagato?

Dopo un trentennio di studio e concerti in cui ho suonato il “classico” repertorio dei chitarristi, ho sentito l’esigenza di creare qualcosa di mio: sia composizioni originali di genere descrittivo che personalissime trascrizioni di musica italiana molto conosciuta in tutto il mondo. Spesso noi italiani non ci rendiamo conto del grande patrimonio che abbiamo a disposizione, e ogni qualvolta mi reco all’estero a suonare questo genere di repertorio, vengo letteralmente sommerso da elogi e apprezzamenti. Posso tranquillamente affermare che questa scelta sta pagando alla grande.

Tra i suoi, prossimi, progetti uno sarà dedicato alla musica di Domenico Modugno, di cui rievocherà l’anima artistica, suonando la chitarra che gli è appartenuta…

Con Domenico Modugno ci sono diverse cose che ci legano. Innanzitutto la terra di origine, e casualità, anche la stessa casa editrice. In verità ho già pubblicato per le Edizioni Curci un volume dal titolo Una chitarra in “frack”. Si tratta di 12 brani di Modugno da me trascritti per sola chitarra e l’idea per il 2018 – anniversario dei 90 anni della nascita di Modugno e 60 anni della canzone Nel blu dipinto di blu – è la registrazione di un disco monografico in cui utilizzerò una chitarra appartenuta allo stesso Modugno. Una sorta di rievocazione della sua voce attraverso le sei corde della sua chitarra.

Fedele Eugenio Boffoli


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