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L’evoluzione

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L’Italia riprenderà il suo progresso politico in questa Terza Repubblica dai”contorni” incerti? Col nuovo anno, dovrebbe andare in porto, almeno, una nuova legge elettorale. In primo piano, però, resta la nostra economia. Il 2017 terminerà con un Prodotto Interno Lordo non superiore al +1,5%. I sacrifici, comunque, non si ridimensioneranno. Dato che le tenzoni politiche potrebbero contrapporsi, scrivere di prospettive in positivo ci sembra azzardato. Il Paese ha bisogno di un Parlamento e un Esecutivo qualificato per riportare il Paese a un’economia meno compromessa e più tutelata anche a livello internazionale.

 L’Italia del 2018 non sarà, comunque, diversa da quella di quest’anno. Insomma, l’incertezza per il futuro potrebbe non rientrare.

 Il ciclo del “consumismo” resta solo un ricordo. L’importante, a nostro avviso, è garantire l’indispensabile per tutti. Anche se le difficoltà non mancheranno. La buona economia ha un prezzo che tutti siamo tenuti a onorare. Come scrivere che non è più possibile fare delle previsioni solo a “progetto”.

 Così, viviamo questa “crisi” in fasi sequenziali. Il superfluo è stato eliminato; ma l’indispensabile non può venire meno. Rinunciare non è la cura per ridare tono all’azienda Italia. Certo è che i “sacrifici” non saranno equamente distribuiti. Chi stava bene, non starà peggio.

Rimarrà in fibrillazione il ceto medio e il benessere andrà a distribuirsi a “pelle di leopardo”. E’ inutile, ora, ancorarci agli ottimismi di facciata. Anche per l’anno prossimo i sacrifici non mancheranno. La nostra realtà resterà eterogenea.

 La crisi, ma già l’avevamo scritto, durerà ancora; solo potrebbe evolversi diversamente. Per ora, dato che in politica non si può garantire nulla, continueremo a essere osservatori sopra le parti. Dopo, si vedrà.

Giorgio Brignola


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