fbpx

Il papa’ di Charlie, ‘e’ tempo che vada con gli angeli’

Estero

I GENITORI RINUNCIANO ALLA BATTAGLIA LEGALE 

I genitori di Charlie, il piccolo affetto da una gravissima malattia degenerativa, hanno annunciato di voler rinunciare alla loro battaglia legale per le cure del loro figlio. ‘Non c’e’ piu’ tempo’ hanno detto. ‘Non vivra’ fino al suo primo compleanno’, che e’ tra due settimane, ha aggiunto Chris Gard in lacrime davanti all’Alta Corte. ‘Siamo cosi’ addolorati per non essere riusciti a salvarti, ma si e’ perso troppo tempo’.
Charlie Gard ha perso la sua battaglia, la spina delle macchine che ne hanno finora tenuto in vita il corpicino prostrato da una rara sindrome degenerativa puo’ essere staccata. Gli ultimi ad arrendersi, in lacrime di fronte a Nicholas Francis, giudice dell’Alta Corte di Londra, sono stati la sua mamma e il suo papa’, Connie e Chris, non senza lanciare uno straziato ‘j’accuse’ finale ai medici del Great Ormond Street Hospital e alla giustizia britannica per aver scelto al posto loro di dire basta gia’ 5 mesi fa innescando un contenzioso legale che potrebbe aver consumato il fattore tempo. “La finestra di opportunita’”, l’ha chiamata l’avvocato Grant Armstrong, a cui la coppia – col conforto di alcuni specialisti stranieri – si sarebbe voluta aggrappare per tentare la terapia alternativa che il neurologo Michio Hirano sta sperimentando in fase embrionale alla Columbia University di New York. E che a un altro stadio della malattia, sospettano i Gard, avrebbe potuto magari offrire una pur piccola chance. Il finale triste, forse scontato, di una vicenda che ha commosso il mondo e ha diviso le coscienze e’ andato in scena in un’anonima aula di tribunale.

“Non c’e’ piu’ tempo”, ha alzato bandiera bianca il legale di famiglia, denunciando l’attimo fuggente perduto, a suo dire, negli ultimi mesi. “Le peggiori paure dei genitori – ha incalzato – sono state confermate. Ora e’ troppo tardi per curare Charlie“. Il suggello al ‘non c’e’ piu’ nulla da fare’ e’ del resto arrivato dallo stesso Hirano, giunto a Londra fidando di poter dare almeno un 10% di possibilita’ di miglioramento al piccolo, ma costretto infine a fare un passo indietro per l’aggravamento dei danni cerebrali rivelato da una nuova risonanza magnetica una settimana fa. Una ‘sentenza’ che i dottori inglesi del Great Ormond (Gosh) avevano emesso gia’ a marzo chiedendo e ottenendo parere favorevole a ‘staccare la spina’, contro il volere della famiglia, tanto dalla giustizia del Regno quanto dalla Corte Europea dei Diritti Umani.

Oggi la direzione sanitaria si e’ inchinata al “coraggio” di Charlie, Connie e Chris, accantonando finalmente le polemiche sfociate nel week end addirittura in una denuncia alla polizia contro ignoti per insulti online e presunte minacce di morte allo staff ospedaliero. Mentre attivisti del cosiddetto ‘Charlie‘s Army’ non hanno risparmiato qualche (pacifica) protesta dinanzi alla Corte al grido di “vergogna” nei confronti di medici e giudice. “Dire addio al mio piccolo bel bambino e’ la cosa piu’ dura che mi potesse capitare”, ha mormorato invece la mamma fuori dall’aula trattenendo i singhiozzi, “volevamo solo dargli una chance di vivere, invece s’e’ perso tanto di quel tempo”. Quindi, rivolgendosi direttamente a Charlie, a quel bimbo di 11 mesi dai capelli biondi adottato idealmente da milioni di persone nel suo lettino d’ospedale con la tutina blu, la scimmietta di peluche e gli odiosi tubicini collegati al naso, Connie e’ crollata: “Ci dispiace non essere riusciti a salvarti”.

Un dolore senza rimedio, condiviso con il marito. Occhi lucidi e volto scavato, anche lui ha avuto parole di rammarico, prima di cercare di dare un senso a qualcosa che non sembra averne. “Charlie e’ stato un guerriero assoluto, non potremmo essere piu’ fieri di lui”, ha scandito annunciando di sperare di poter creare ora una fondazione a suo nome, utilizzando anche il milione e 300mila sterline frutto della raccolta popolare promossa sul web quando ancora si pensava all’ipotetico trasferimento negli Usa (proibitivo per le tasche dei Gard) e alla terapia ai nucleosidi del professor Hirano. Denaro che, chissa’, potra’ servire ad altri. Perche’ Charlie, ha inghiottito papa’ Chris, “non arrivera’ al suo primo compleanno, fra due settimane. E’ tempo che vada e che stia con gli angeli”.

“Papa Francesco sta pregando per Charlie e per i suoi genitori e si sente particolarmente vicino a loro in questo momento di immensa sofferenza. Il Santo Padre chiede di unirci in preghiera perche’ possano trovare la consolazione e l’amore di Dio”. Lo fa sapere il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke. 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Facebook
YOUTUBE