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Giochi, Beccalossi: dopo Milano ecco Roma. Nostra legge e’ modello nazionale

Lombardia

“Dopo Milano, anche Roma. La Legge di Regione Lombardia contro il gioco d’azzardo patologico e’ sempre piu’ un modello di riferimento per tanti sindaci e amministratori pubblici in Italia. Anche il primo cittadino della Capitale Virginia Raggi mi ha confermato oggi di voler continuare fino in fondo la sua iniziativa per fermare il proliferare delle macchinette mangiasoldi, utilizzando le distanze minime dai luoghi sensibili sperimentate proprio nella nostra Regione”.

Lo dichiara l’assessore al Territorio, Urbanistica, Difesa del suolo e Citta’ metropolitana Viviana Beccalossi, a margine del convegno ‘Gioco d’azzardo patologico: dalla neurobiologia sperimentale alla clinica”, organizzato dal Cnr-Istituto italiano di neuroscienze e in corso di svolgimento a Roma.

DATI SCIENTIFICI – “I dati scientifici sui danni del gioco d’azzardo e sulle tecniche sempre piu’ sofisticate per convincere le persone a ‘perdersi’ in questo vizio – prosegue Viviana Beccalossi – sono analizzati a fondo e confermati dal mondo della ricerca. Il compito della politica e’ invece quello di mettere un freno alla deriva della ludopatia, come ha fatto Regione Lombardia da tre anni a questa parte”.

NOSTRA BATTAGLIA OTTIENE SEMPRE PIU’ CONSENSI – “Ho molto apprezzato – aggiunge l’assessore Beccalossi – il consenso che i partecipanti al convegno hanno manifestato nei confronti dell’azione della giunta Maroni contro la ludopatia. La nostra battaglia e’ etica e trova il piu’ ampio consenso all’interno della societa’ civile ma anche di chi amministra i Comuni”.

ORA PASSO CORAGGIOSO DEL GOVERNO – “E’ per questo – conclude Viviana Beccalossi – che qualunque tentativo di riformare il settore giochi, a nostro avviso, non puo’ prescindere dalla ‘messa in sicurezza’ delle leggi regionali come quella lombarda. Ora serve un passo coraggioso anche da parte del Governo, che non puo’ guardare al settore giochi come al suo migliore alleato per aumentare gli incassi e sistemare bilanci traballanti o disastrati”.


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