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‘Rapporti con scafisti’, sequestrata la nave di una ong

Cronaca

GIALLO SU DECISIONE HAFTAR DI BOMBARDARE LE NAVI IN ACQUE LIBICHE

E’ stata sequestrata, su ordine del gip di Trapani, la motonave olandese Iuventa, che opera per il soccorso ai migranti nel Mediterraneo per la ong tedesca ‘Jugend Rettet’. L’accusa e’ di aver portato per due volte a bordo migranti ‘scortati da trafficanti libici non in situazione di pericolo’. Intanto, dopo il via libera del Parlamento alle risoluzioni sulla missione, il pattugliatore italiano Comandante Borsini e’ entrato nelle acque territoriali libiche diretto al porto di Tripoli. Per la prima volta quest’anno segno meno negli sbarchi di migranti in Italia: 95.215 ad oggi contro i 97.892 del 2016 (-2,7%).

Il generale libico Khalifa Haftar, comandante dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), avrebbe dato ordine di colpire qualsiasi “nave che tenta di entrare nelle acque territoriali della Libia senza il permesso dell’esercito”. Secondo quanto sottolineato dall’ufficio dei media dell’Lna sul profilo ufficiale di Facebook, “Haftar ha dato ordini alle basi navali di Tobruk, Bengasi e Ras Lanuf di colpire qualsiasi nave che tenti di entrare in acque territoriali libiche senza il permesso dell’esercito”.

Contatti e intese tra trafficanti e l’equipaggio della nave “Iuventa” della Ong tedesca “Jugend Rettet”, fermata la notte scorsa nel porto di Lampedusa. E’ quanto contesta la Procura di Trapani che ha datto sequestrare l’imbarcazione, battente bandiera olandese. E ancora: migranti spesso non ‘salvati’, ma consegnati. Tre episodi specifici agli atti dell’inchiesta, ma ve ne sono altri che secondo i Pm configurano come “abituale” il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sono stati gli investigatori del Servizio centrale operativo, della Squadra mobile di Trapani e del Nucleo Speciale d’intervento della Guardia costiera a eseguire il sequestro preventivo della motonave gestita dall’organizzazione non governativa tedesca che non ha firmato il Codice di condotta del Viminale. Il provvedimento e’ del Gip di Trapani, Emanuele Cersosimo, su richiesta del sostituto procuratore Andrea Tarondo. Le indagini, avviate nell’ottobre del 2016, “hanno consentito di raccogliere elementi indiziari in ordine all’utilizzo della motonave ‘Iuventa’ per condotte di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Il natante, viene sottolineato, “e’ stabilmente utilizzato nel soccorso di migranti in prossimita’ delle coste libiche ed al loro trasbordo su altre navi sempre in acque internazionali, permanendo abitualmente nel mare Libico, in prossimita’ delle acque territoriali del paese africano”. Nel corso di una conferenza stampa, nel pomeriggio, Ambrogio Cartosio, procuratore aggiunto di Trapani, ha spiegato che sono tre gli episodi contestati, tutti relativi al 2016 e in particolare al 18 e 26 giugno e al 10 settembre, “ma ve ne sono anche altri “che contribuiscono a sostenere che questa condotta sia abituale”. L’indagine riguarda l’equipaggio della nave “e allo stato non sono emersi elementi sui responsabili della Ong”. Ma, ha aggiunto il magistrato, “sono stati documentati incontri, intese, tra i trafficanti di migranti e membri dell’equipaggio della ‘Iuventa’”.

“Gravi indizi” in ordine al reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ma “non a quello associativo perche’ parliamo solo di accordi in ordine a questi episodi”. Si procede contro ignoti perche’ l’equipaggio cambia spesso e quindi occorrono accertamenti ulteriori”. “Sostenere che ci sia – ha scandito – un piano coordinato tra Ong e trafficanti libici e’ fantascienza”, ma “e’ accertato che, seppure questa imbarcazione in qualche caso intervenga per salvare vite umane, in piu’ casi invece tali azioni non avvengono a fronte della sussistenza di un imminente pericolo di vita. I migranti vengono scortati dai trafficanti libici e consegnati all’equipaggio che li prendono a bordo della ‘Iuventa’. Non si tratta dunque di migranti ‘salvati’, ma recuperati, potremmo dire consegnati”. In ogni caso, nessun legame, “nella maniera piu’ assoluta”, tra il sequestro della nave “Iuventa” e la mancata firma da parte della Ong del codice di condotta predisposto dal Viminale che comunque assicura che e’ gia’ operativa la ‘stretta’ sulle Ong che lunedi’ pomeriggio al Viminale non hanno firmato il Codice di condotta. Una ‘stretta’ che non e’ da intendersi come fatta di atteggiamenti “invasivi”, ma basata sulla attivita’ di controlli delle navi che chiedono di attraccare nei porti italiani e con a bordo migranti raccolti dai barconi nel Mediterraneo centrale. La stretta del governo, con il Codice per le Ong e la missione in Libia, sembra aver frenato le partenze. In base ai dati diffusi dal ministero dell’Interno, dall’inizio dell’anno a oggi sulle coste italiane sono sbarcati 95.215 migranti, il 2,73% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (97.892). E’ la prima volta quest’anno che si rileva un calo. E dopo la Camera anche l’Aula del Senato ha approvato le risoluzioni presentate dalla maggioranza e da Forza Italia sulla missione navale in Libia. La prima e’ passata con 191 voti favorevoli e 47 voti contrari, la seconda con 170 si’, 33 no e 37 astenuti. La prima nave militare italiana e’ entrata in acque libiche questo pomeriggio. Intanto Save The Children, una delle tre Ong firmatarie del Condice, oggi e’ stata sentita dal Comitato parlamentare Shengen, e ha sostenuto che il Codice “aiuta i salvataggi se applicato nella sua correttezza. Il problema sara’ per chi non lo ha firmato. Noi abbiamo pensato che era meglio firmarlo risolti alcuni casi che ci preoccupavano, piuttosto che non farlo. Bisognera’ vedere come viene applicato”. Poi il direttore generale Valerio Neri ha affermato: “Non abbiamo notizie di contatti fra Onge trafficanti. Non abbiamo nessuna informazione.

Il generale libico Khalifa Haftar, comandante dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), avrebbe dato ordine di colpire qualsiasi “nave che tenta di entrare nelle acque territoriali della Libia senza il permesso dell’esercito”. Secondo quanto sottolineato dall’ufficio dei media dell’Lna sul profilo ufficiale di Facebook, “Haftar ha dato ordini alle basi navali di Tobruk, Bengasi e Ras Lanuf di colpire qualsiasi nave che tenti di entrare in acque territoriali libiche senza il permesso dell’esercito”. Il messaggio non fa esplicito riferimento alla missione navale italiana a sostegno della Guardia costiera libica, tuttavia giunge poco dopo l’approvazione da parte del parlamento italiano della missione navale a sostegno della Guardia costiera libica.

Intanto la nave Comandante Borsini, gia’ impiegata nell’ambito del dispositivo dell’operazione “Mare Sicuro”, e’ da poco entrata nelle acque territoriali libiche, dopo aver ricevuto le necessarie autorizzazioni, facendo rotta verso il porto della citta’ di Tripoli, secondo quanto ha reso noto nel pomeriggio lo Stato maggiore della Difesa attraverso un comunicato. “A bordo – si legge – e’ imbarcato il nucleo di ricognizione, costituito da ufficiali del Comando operativo di vertice interforze e della squadra navale, che ha ricevuto il compito di condurre, congiuntamente con i rappresentanti della Marina e della Guardia costiera libiche, le necessarie attivita’ di ricognizione e di definire le ultime modalita’ di dettaglio per quanto attiene alle misure di coordinamento delle successive attivita’ di supporto e di sostegno, che avverranno su richiesta della controparte”. Lo sviluppo avviene poco dopo l’approvazione da parte di Camera e Senato della missione navale italiana a sostegno della Guardia costiera libica. 

La nave Comandante Borsini, varata nel 2001, e’ la seconda delle quattro unita’ che costituiscono la classe “Comandanti”. Per le sue caratteristiche costituisce, operativamente, l’elemento mobile di superficie di un dispositivo aeronavale di sorveglianza di piccola/ampia dimensione avente compiti di natura diversa nell’ambito della difesa e salvaguardia del territorio. Il pattugliatore e’ armato con un cannone Oto-Breda 76/62 Super Rapido e due mitragliere Oerlikon KBA 25/80 che garantiscono rapidita’ e precisione nel tiro ravvicinato a protezione della nave. E’ possibile, inoltre, imbarcare un elicottero modello AB212 o NH90 per il supporto ad operazioni di sorveglianza e di controllo del traffico mercantile.


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