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Consiglieri d’opposizione e pubblico definiti “animali” ad Altamura

Cronaca

Consiglieri d’opposizione e pubblico definiti “animali” in difesa del  sindaco di Altamura agli arresti domiciliari, il cons. Nicola Loizzo offende il popolo altamurano

Giovanni Mercadante

In un clima rovente per la  temperatura di 41° di questi giorni  e per l’aria sulfurea che si respirava nella sala consiliare durante  l’assise celebrata il 7 agosto 2017, sono saltati i nervi a tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione.

In previsione di una possibile degenerazione della vicenda che vede coinvolto  il primo cittadino agli arresti domiciliari  dall’11 luglio 2017, era stato disposto un cordone di sicurezza all’esterno del Palazzo di Città con una ventina di Carabinieri in assetto antisommossa e un loro furgone davanti al piazzale dell’edificio. A rinforzare la forza pubblica anche un nutrito numero di Vigili urbani.

 

                                             

                                                                              Sindaco Giacinto Forte

I consiglieri dell’opposizione in primis Antonio Cappiello seguito  da Francesco Morgese, Pietro Mascolo, Antonello Stigliano e Rosa Melodia hanno da subito pregato la maggioranza di governo a presentare le dimissioni visto che il sindaco Giacinto Forte  è fortemente indagato per corruzione avendo intascato, secondo gli indizi in possesso degli inquirenti, la somma di 15.000 euro pagata da un imprenditore albanese per lavori da eseguire al depuratore  di Altamura.

                                             

Nicola Loizzo                                                                                         Francensco Morgese

La vicenda si è ulteriormente aggravata poiché la Magistratura ha rigettato la richiesta di scarcerazione presentata dai suoi legali. Sembra che gli inquirenti abbiano  raccolto ulteriori indizi che aggraverebbero la posizione del sindaco prof. Giacinto Forte. Tuttavia, resta sempre la presunta colpevolezza fino al 3. grado di giudizio come prevede l’ordinamento penale italiano.

 

 

 

 


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