fbpx

Stranieri in Italia, una risorsa nascosta

Italiani nel mondo

 

In Italia, negli ultimi giorni, si è registrato un ennesimo episodio di razzismo. La protagonista è Chiara, una diciottenne della provincia di Vercelli che stava cercando un impiego in uno dei molteplici gruppi Facebook dove si possono pubblicare inserzioni lavorative. Il commerciante, dopo aver ricevuto il suo curriculum vitae, ha deciso di guardare il profilo social della ragazza, la cui visione ha creato i presupposti per l’esclusione dal posto di cassiera. La motivazione? È colpevole di essere fidanzata con un coetaneo di colore. “Per me puoi anche uscire con il mostro di Firenze, ma permettimi di non affidare la cassa di un negozio a chi divide la sua vita con un africano”, questo è il messaggio che la giovane ragazza ha ricevuto nella chat privata. Un episodio simile è accaduto a Cervia, in provincia di Ravenna, dove, un milanese di origini brasiliane, non è stato accettato a causa del colore della sua pelle, nonostante l’assunzione fosse già concordata.

Il gestore della struttura alberghiera ha giustificato il suo comportamento con la scusa della mentalità retrograda della popolazione romagnola. Seppur l’indignazione dell’opinione pubblica sia stata presente e sottolineata sia dalle autorità locali che dai sindacati, ai suddetti interessati non è stato fornito un lavoro, né i colpevoli degli atti di razzismo sono stati puniti. Ciò che stupisce è il grado di arretratezza culturale presente in Italia, di chi crede che un’origine diversa possa determinare una differenza mentale e culturale sebbene questi individui rappresentino una risorsa che non va sottovalutata. Secondo il Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione, gli stranieri in Italia alimentano la formazione dell’8,3% del Pil, ossia 125 miliardi di euro. Tito Boeri, presidente dell’Inps, ha spiegato che gli immigrati ricevono solo 3 miliardi di euro in termini di pensione o di altre prestazioni, a fronte dei 8 miliardi di contributi sociali da loro versati. “Proprio la loro presenza contribuisce al finanziamento del nostro sistema di protezione sociale” dichiara Boeri. Di fatto la caratteristica peculiare dei nuovi arrivati consiste soprattutto nella giovane età che permette loro di avere una vita lavorativa e contributiva più lunga.  Il sistema pensionistico italiano si basa anche sugli apporti economici dei cittadini di origine straniera. Secondo una proiezione fatta dai tecnici dell’Inps, se si chiudessero le frontiere da oggi al 2040, l’Italia dovrebbe provvedere a sanare la perdita di entrate tramite l’aumento di nuove tasse, di circa 2 miliardi di euro annui per 22 anni.

Non può essere sottovalutato il loro apporto all’economia italiana, al di là dei dibattitti sull’essere pro o contro l’immigrazione, né il contributo al tasso di natalità del Paese che è il più basso d’Europa. A tal proposito, proprio l’apporto delle famiglie straniere coadiuva l’inversione di questo primato negativo tutto nostrano. Seppur la percezione della presenza degli extracomunitari nel Paese sia, secondo i sondaggi, del 20-30% della popolazione residente, in realtà, essi sono solo l’8,3%. La comunità più numerosa è quella rumena (22,9%), seguita dagli albanesi (9.3%) e solo al terzo posto troviamo quella marocchina (8,7%). La mediatizzazione del fenomeno migratorio, usato come strumento di attacco politico e come veicolo del malcontento popolare, contribuisce a costruirne un’immagine pericolosa. Alimenta la nota paura del diverso, la xenofobia che causa sempre più episodi di violenza ad opera di cittadini locali stanchi del degrado di alcune zone delle maggiori città. L’uso della retorica del capro espiatorio non contribuisce alla creazione di una reale e veritiera cultura dell’informazione. È necessario superare lo scoop giornalistico riferito ad un singolo caso di cronaca che alimenta unicamente il clima di intolleranza della popolazione italiana. La presenza di questa parte della cittadinanza che viene continuamente discriminata e sfruttata, fornisce innumerevoli contributi sia economici che culturali su cui si dovrebbe riflettere prima di negare un posto di lavoro a causa di un diverso colore della pelle.

  Sara Carullo

Laureata in Scienze Politiche Università degli Studi di Urbino


2 Replies to “Stranieri in Italia, una risorsa nascosta”

  1. trione ha detto:

    ma credi veramente a queste cose che hai scritto? la maggior parte delle notizie che ci danno (le statistiche per esempio) vengono divulgate per indurre la gente a dire quello che dici… il 90% delle notizie sono false.

  2. sara carullo ha detto:

    Se riporto delle notizie sono sempre prese da fonti autorevoli, in questo caso agenzie che si occupano di monitorare il fenomeno (Istat), il sole 24ore e LaRepubblica. Cerco di fare buona informazione per lettori consapevoli e informati.
    Buona giornata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Facebook
YOUTUBE