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La Federazione Europea del Partito Comunista all’attacco dei Comites

Estero

ROMA – “La Federazione esteri del Partito Comunista denuncia le modalità di lavoro dei COMITES i quali, anziché svolgere la propria funzione di tramite tra gli expat italiani e il gruppo consolare, pensano solo a fare cassa organizzando feste commerciali e, di fatto, abbandonando al loro destino i propri connazionali, spesso alle prese con lungaggini burocratiche dovute ai tempi di attesa dei consolati”. Questa l’accusa che la Federazione europea del Partito Comunista lancia ai Comites attraverso il suo segretario Massimo Mauro.

“Le proposte del Partito Comunista (assunzione e stabilizzazione del personale in ambasciate e consolati; rifiuto delle esternalizzazioni dei servizi di ambasciate e consolati; abolizione del canone Tv per gli italiani residenti all’estero; riduzione della tempistica per il rilascio dei documenti e per le cause di divorzio; maggiore supporto dei COMITES nei confronti degli expat, ruolo finora ricoperto dalle associazioni, spesso clientelari) – accusa Mauro – non vengono nemmeno prese in considerazione”.
In particolare, Mauro cita “gli ultimi due incontri a Londra e a Manchester, dove i nostri iscritti ed il nostro coordinatore del Partito Comunista in Gran Bretagna sono stati più volte aggrediti verbalmente, senza che il moderatore intervenisse per riportare la discussione su toni più appropriati”.

Per questo, “la Federazione esteri del Partito Comunista si appella ai consoli e agli ambasciatori italiani, affinché si adoperino per una reale e rapida risoluzione del problema, atta a garantire una maggiore professionalità ed obiettività da parte di chi organizza incontri con le comunità d’italiani all’estero, siano essi amministratori di Comites o patronati”. 


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