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Dall’ Austria 70 militari al Brennero per il Viminale ‘ingiustificati’

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​GENTILONI A JUNCKER, SUI MIGRANTI SERVE MAGGIOR SFORZO UE

Gentiloni richiama la Commissione Ue a “un maggior sforzo europeo per affrontare il fenomeno migratorio che ha una dimensione strutturale e riguarda l’intera Unione europea”. Apprezza “la determinazione della Commissione” ma sottolinea come sia “fondamentale che gli Stati membri dell’Ue concordino di finanziare in modo significativo il fondo fiduciario Ue per l’Africa”. L’Austria schiera ancora militari al Brennero. Irritazione del Viminale.

L’Austria invierà da subito 70 soldati al valico delBrennero, a sostegno dei controlli sui treni e nelle zone critiche del confine con l’Italia, per impedire l’accesso ai migranti illegali. Ad annunciarlo sono stati il capo della polizia del Tirolo, Helmut Tomac, e il comandante militare locale, Herbert Bauer, nel corso di un incontro a Innsbruck, secondo quanto ha riportato il giornale austriaco Die Presse. Al Brennero tuttavia, ha precisato Tomac, i soldati non saranno schierati, né saranno dispiegati carri armati. A inizio luglio il ministro della Difesa austriaco, Hans Peter Doskozil, aveva parlato del “dispiegamento di militari” al valico contro gli ingressi di migranti, causando la dura reazione del governo italiano. Gli aveva poi fatto eco il ministro degli Esteri, Sebastian Kurz, tuonando: “Se l’Italia deciderà di mandare altre persone verso nord, allora proteggeremo i nostri confini”. Dopo le frasi di Doskozil Roma aveva convocato l’ambasciatore austriaco, poi il cancelliere Christian Kern aveva ridotto la tensione affermando che non vi era motivo per dispiegare soldati al confine perché non c’era “nessuna situazione di emergenza”.

Tuttavia, Vienna aveva ribadito che avrebbe “pianificato e preparato” una possibile assistenza militare alla polizia di frontiera, nel caso la situazione fosse diventata difficile da gestire.Una settimana fa l’Austria aveva annunciato il rafforzamento de controlli di polizia, appoggiati dall’esercito, alle frontiere orientali e meridionali. La direzione generale della Sicurezza pubblica aveva avvisato di aver intercettato “gruppi più numerosi di migranti illegali”. Ora, Tomac ha precisato che alBrennero la situazione è stabile, ma che a luglio c’è stato un notevole aumento di fermi effettuati sui treni merci. “Non si tratta solo di prevenire l’immigrazione illegale, ma soprattutto di salvare le vite delle persone”, ha proseguito il direttore della polizia tirolese, ricordando i due morti dell’anno scorso su treni merci.

Dall’Italia, fonti del Viminale hanno descritto come sorprendente e non giustificata l’iniziativa di inviare i 70 militari al passo. Ciò, hanno sottolineato, perché la situazione è assolutamente tranquilla e, anzi, nei primi sette mesi del 2017 alla frontiera è stato inibito l’ingresso sul territorio nazionale a 1.200 cittadini stranieri, a riprova del trend dei movimenti migratori dall’Austria verso l’Italia. Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, avrebbe quindi chiesto al Dipartimento della pubblica sicurezza di fare un passo verso i propri omologhi austriaci.E il presidente del Trentino-Alto Adige, Arno Kompatscher, in un’intervista al Tiroler Tageszeitung ha ribadito, come già aveva espresso nei mesi scorsi: “Non c’è alcuna necessità che vengano soldati per controlli”, perché “la situazione è stabile” e ci sono stati progressi nella politica migratoria. “Per questo – ha concluso Kompatscher – si dovrebbe fare di tutto perché l’Europa sostenga l’Italia, affinché vengano allestiti centri di accoglienza in Nord Africa”.

“L’Italia non sta risparmiando energie per rispondere, con una mobilitazione nazionale, alle sfide” poste dal fenomeno dei flussi migratori sulla rotta del Mediterraneo centrale. Lo scrive il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, in una lettera inviata al presidente della commissione Europa, Jean-Claude Juncker, e al commissario per la Migrazione, Dimitris Avramopoulos. “L’azione del nostro Paese – spiega Gentiloni – coniuga determinazione nel salvare vite umane ed accogliere i rifugiati, fermezza nel contrasto all’attivita’ dei trafficanti di esseri umani, e sostegno alle autorita’ libiche nel quadro dell’impegno della Comunita’ internazionale per la stabilizzazione della Libia”. Per Gentiloni e’ pero’ “necessario un maggiore sforzo europeo per affrontare il fenomeno migratorio che ha una dimensione strutturale e riguarda l’intera Unione Europea”. Per questo, dopo aver apprezzato il si’ al piano italiano di supporto alla Guardia costiera libica e lo stanziamento di 46 milioni di euro, auspica che ora “venga approvato il finanziamento delle prossime fasi del progetto (per un totale di 270 milioni di euro fino al 2026), nonche’ i progetti per rafforzare la frontiera meridionale della Libia e per sostenere lo sviluppo economico e sociale delle comunita’ locali libiche e dei Paesi di transito confinanti con la Libia”. 


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