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Avanti perché l’Italia non si ferma’, la recensione del libro di Matteo Renzi’.

Oltre Tevere

di Paolo Rausa

SAN GIULIANO MILANESE – “L’ascesa al Monte Ventoso” di Matteo Renzi non si è interrotta. Prosegue dopo la pausa estiva, prima di riprendere su un treno ‘dedicato’ il viaggio per le centodieci province d’Italia, tenendo in debito conto l’imprevisto narrato nella poesia di Montale ‘Prima del viaggio’,  esaltato come opportunità e speranza, la bellezza dei rapporti umani. Intanto ha pubblicato questo libro che possiamo definire commentario politico, diario o riflessione sui 1000 giorni del suo governo, dal 22 febbraio 2013 al 12 dicembre 2016, e sulle prospettive politiche dell’Italia, ‘che non può stare ferma’ dice. ‘Per questo, anche per questo ho scritto il libro – prosegue -, per invitare, coinvolgere, entusiasmare’.

Sta in questi verbi, oltre a quello di potere – come possibilità e non come esercizio, distinto dal sostantivo -, la cifra della visione politica della sua missione, non evangelica, ma umana, sociale, spirituale e culturale. E lo chiarisce in un’altra fra le tante espressioni significative utilizzate nel corso del racconto di una vita e di una esperienza, quando afferma che fare politica consente il lusso ‘gigantesco’ di ‘vivere emozioni e rapporti umani inesprimibili’. Non è il linguaggio di un politico navigato. Renzi ne è consapevole. Non a caso cita il pensiero di Mark Thompos, ex direttore della BBC e attuale amministratore delegato del ‘New York Times’, consapevole che la crisi della politica ‘ha a che fare con la crisi del linguaggio della politica’. Eccolo allora il compito ineludibile della sinistra: ‘riportare i cittadini ad avvicinarsi alla politica e la politica ai cittadini’, contro ogni populismo! Un percorso deciso e convinto illustra umilmente Renzi in questo libro. Forse è proprio questo che non gli vogliono perdonare. Lui, un ragazzo di Rignano, che parte da boy scout e scala le gerarchie del potere, da presidente della provincia a sindaco di Firenze e poi d’Italia, Presidente del Consiglio, confermato segretario con il 70% delle preferenze a fronte di un numero impressionate di cittadini andati al voto, più di due milioni, durante il ponte del 1° maggio. Non gli vengono perdonate alcune espressioni forti, come ‘rottamare’ o ‘gufare’ contro chi si augura sempre il brutto tempo o la cattiva riuscita delle iniziative proposte. Nello stesso tempo comprende che la sinistra deve appropriarsi di un nuovo linguaggio che comprenda i concetti di sicurezza, patriottismo e identità della nostra comunità.

L’impresa di Renzi consiste nel saper trovare sempre le corde giuste per parlare al cuore della gente che incontra via via nelle sue continue trasferte, durante e dopo l’incarico di primo ministro. ‘Restiamo umani!’ è il suo incitamento fino alla commozione quando lascia Palazzo Ghigi dopo la bruciante sconfitta referendaria, ammettendo il suo errore politico di non aver capito che gli altri oppositori, fuori e dentro il suo partito, avrebbero votato non nel merito dei quesiti ma contro di lui. Sul versante degli immigrati dichiara che noi non abbiamo il dovere etico di accogliere tutti quelli che stanno peggio di noi, anche se ‘abbiamo il dovere morale di aiutarli davvero a casa loro’. E’ molto duro nei confronti di Grillo, che non esita a strumentalizzare la vicenda giudiziaria in cui è stato coinvolto il padre Tiziano. E qui giunge a denunciare l’atto di eversione nelle intercettazioni contro di lui, non autorizzate, e nel tentativo di coinvolgerlo indagando il padre del reato di concorso esterno in traffico di influenze. Renzi ha rivoluzionato il modo di vivere la politica, e l’approccio ad essa, intesa come servizio e opportunità per aiutare generosamente i suoi cittadini, non la casta. Ne è prova la composizione decisa della delegazione italiana invitata all’ultima cena di stato del presidente americano Obama. Non sceglie per farne parte nessun politico, ma uomini e donne che si sono distinti nel campo della moda, dell’industria, della solidarietà e accoglienza, della ricerca, dello spettacolo e dello sport.

In particolare la campionessa paralimpica Bebe Vio, simbolo dell’Italia che non si arrende. Renzi setaccia le politiche dei presidenti che l’hanno preceduto ed è implacabile sui loro errori. Si sofferma a tracciare il quadro dei provvedimenti che il suo governo ha portato a termine nel campo dell’economia, della riduzione delle tasse, dei diritti civili, ecc. Un percorso ad ostacoli anche nei confronti dell’Europa verso la quale auspica la ripresa dello spirito di Ventotene, secondo il programma di Altiero Spinelli. E’ consapevole degli errori o delle ingenuità commesse ma è orgoglioso di poter guardare al futuro con la libertà di chi non ha dovuto sottostare agli ordini di padrini e padroni. Un pensiero dolce e premuroso riserva alla moglie Agnese, ‘una presenza costante e discreta’, e ai tre figli Ester, Emanuele, Francesco. Dopo la sconfitta referendaria e le sue dimissioni aveva pensato di chiudere con la politica, ma poi i tanti messaggi affettuosi lo hanno convinto che la sua missione non è finita. L’Italia può e deve cambiare per i nostri figli! ‘E la cambieremo, andando avanti, insieme!’ – è il suo messaggio di speranza ai cittadini italiani. Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano, luglio 2017, pp. 235, € 16,00.


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