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Le ragioni per dedicare una giornata in memoria dei meridionali vittime dell’unità

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“Il dibattito culturale avviato con la proposta del Movimento 5stelle_ha fatto emergere aspetti importanti e «preoccupanti» con posizione «politiche» che non tengono conto di quanto l’annessione del Mezzogiorno da parte dei Savoia abbia nociuto al Sud per le modalità con cui è stata fatta.

Non solo dal punto di vista politico, economico, sociale ma anche per la grande emorragia di capitale umano che ci fu fino ai primi del ‘900 con l’emigrazione di milioni di meridionali. Interpretazioni che convergono su quella unità che sarebbe stata positiva e auspicabile se fosse stata una federazione di stati anziché una guerra di conquista, cui seguirono leggi liberticide, le stragi di meridionali che resistettero alle truppe del Nord, se seguenti confische di beni terreni, fabbriche ecc.

Antonio Gramsci dette una lettura negativa dell’unità d’Italia. In un suo articolo del 1920 scrisse fra l’altro, «Lo Stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole squartando, fucilando e seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariari tentarono di infamare chiamandoli briganti»,hanno fatto seguito Carlo Alianello, Nicola Zitara e altri ricercatori «non organici» le loro opere si trovano nelle migliori librerie. Lo stesso storico inglese Denis Mack Smith in alcuni libri su Cavour e Garibaldi ha chiarito molto bene l’operato di questi «padri della patria»,non si tratta di essere vicini o meno ai neoborbonici la nostalgia o il revanscismo non sono bei sentimenti la giornata della memoria è necessaria per ricordare i meridionali trucidati che combatterono per il Sud”

Manlio Triggiani


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