La Russia, subito dopo la guerra contro la Repubblica Cecena, aveva in programma di inviare le sue truppe in Crimea, nei suoi piani inoltre, prevedeva l’occupazione delle ex repubbliche sovietiche. La notizia, è stata pubblicata su YouTube ancora nel 1995, ed è stata rilasciata e diffusa da Dzhokhar Dudayev.
Džokhar Musaevič Dudaev (Джохар Мусаевич Дудаев), è stato un militare e politico russo, di etnia cecena. È stato dapprima un generale dell’aviazione Sovietica e in seguito un leader politico, il primo presidente della Repubblica Cecena.

Nella sua dichiarazione pubblicata nel 1995, ma finora rimasta sconosciuta, espone che le truppe russe, subito dopo essere state impiegate in Cecenia, avrebbero dovuto essere trasferite in Crimea.
”…e poi la Crimea. La Russia dopo aver concluso la campagna in Cecenia, voleva trasferire tutte queste truppe in Crimea”, ha affermato, aggiungendo che i russi avevano piani per occupare l’Estonia, Lettonia, Lituania, Kirghizistan e Kazakistan”, ha relazionato Dudayev.
L’ex presidente ceceno, ha sostenuto che l’annessione della Crimea sarebbe dovuta avvenire nel 2004, sottolineando inoltre, che l’Ucraina e la Russia sarebbero entrate in conflitto.

“In Crimea ci sarà un massacro. L’Ucraina affronterà una Russia inconciliabile; e nel qual mentre la Russia esisterà, non rinuncerà mai alle sue ambizioni. La Russia infatti è una nazione che ricatta. Lei mentre intimidisce e minaccia di dare tecnologia nucleare all’Iran, ha i suoi carri armati che bussano perché vogliono soldi. Se il mondo civilizzato non vuole che succeda questo, deve elargirle denari”, ha espresso il presidente.
Ricordiamo che la prima guerra cecena ha avuto luogo nel periodo dal 1994 al 1996, la seconda guerra dal 1999 al 2009 (i combattimenti attivi hanno avuto luogo fino al 2000).
La Crimea è stata illegalmente annessa alla Russia nel marzo 2014, dopo che è stato indetto un “referendum” non riconosciuto né dall’Ucraina, né dalla comunità mondiale. Il finto “referendum della Crimea” non è accettato nemmeno nelle Nazioni Unite.
La Verkhovna Rada ucraina ha ufficialmente dichiarato il 20 febbraio 2014, l’inizio dell’occupazione temporanea della Crimea e della città di Sebastopoli da parte della Russia. Il 7 ottobre 2015 il presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha firmato la legge. Le organizzazioni internazionali hanno riconosciuto l’occupazione e l’annessione della Crimea come illegali e hanno condannato le azioni della Russia: i paesi occidentali le hanno imposto una serie di sanzioni economiche.

Nel frattempo, il coordinatore tedesco per gli affari russi, Gernot Erler, durante un briefing con la stampa, ha sostenuto che in “Europa c’è un consenso per non toccare il tema Crimea. Cioè, si vogliono lasciare al loro destino coloro che non hanno mai accettato l’annessione, come i tartari e gli ucraini di Crimea. Una volta l’Europa è rimasta in silenzio, mentre conosceva perfettamente la sofferenza dell’Ucraina dopo l’occupazione bolscevica – ha continuato il diplomatico tedesco – I politici e gli aggressori hanno deciso di concludere i contrasti della fine della seconda guerra mondiale nei modi e nelle maniere che ben conosciamo. Se non contrasteremo le azioni russe, chissà dove arriveremo. La guerra nel Donbas deve finire, così come la presa in giro dell’illegale annessione della Crimea. Le lezioni della storia non ci servono a nulla allora!”.
“Se l’Occidente non dovesse aiutare l’Ucraina con la questione Crimea, lasciando che i tartari e gli ucraini di Crimea vivano nella Crimea occupata, la storia li ricorderà come associati alla Russia” ha scritto su Facebook, il deputato del Blocco di Poroshenko, Vladimir Aryev, commentando le dichiarazioni di Gernot Erler.