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Oggi è The day after. Ieri 10 novembre giornata dell’Orgoglio medico

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Manifestazione di piazza e tavola rotonda a CUORE ARITMICO. Obiettivo un «BAVAGLIO alle malattie» e una sanità regionale migliore

Insert: Riccardo Guglielmi

Una data da ricordare quella del 10 novembre 2017, perché ha visto medici, professionisti della salute, associazioni del volontariato e dei malati, manifestare in piazza e comunicare in un evento scientifico, il disagio e le attese di salute che i finanziatori del Sistema sanitario, politica in particolare, con le scelte programmatiche, non riescono a esaudire. La cittadinanza ha saputo cogliere lo spirito della giornata per il diritto alla salute, non rivolta a difendere un privilegio di categoria, ma a sostenere un diritto di tutti.  «È il giorno dell’ORGOGLIO MEDICO» e con queste parole il Presidente dell’Ordine dei medici di Bari, dott. Filippo Anelli ha iniziato il suo intervento all’assemblea conclusiva della splendida manifestazione di ieri 10 novembre 2017, iniziata con adunata alle 13 nella piazza del Policlinico e corteo lungo viale Salandra e via Capruzzi sede della Regione Puglia. I medici sono stati uniti nel rivendicare “l’autonomia della professione senza condizionamenti di qualsiasi potere”.

In contemporanea, forse meno plateale ma altrettanto incisiva, a Villa Romanazzi Carducci, durante l’evento scientifico CUORE ARITMICO, organizzato da ANMCO e SIICP, si è svolta la tavola rotonda “Rapporto medico paziente: conflitto o santa alleanza”.

Riccardo Guglielmi, giornalista scientifico del il Corriere Nazionale.net modera mettendo a confronto medici, amministratori, rappresentanti delle associazioni e della società civile. Tante le criticità, tetti di spesa per le procedure interventiste, liste d’attesa, piani terapeutici, risorse poche e mal gestite ma tante le proposte per rendere migliore la sanità pugliese e aumentare le tutele di chi soffre. Molto accorato è l’appello del presidente di AMA Cuore, Francesco Pastanella a voler risolvere operativamente, con le reti per patologia, le problematiche di chi chiede aiuto alle strutture sanitarie pubbliche. Massimo Grimaldi, eccellenza riconosciuta dalla comunità scientifica nazionale ed europea, Responsabile dell’U.O. di Elettrofisiologia dell’Ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti, denuncia il proprio disagio a non poter soddisfare le tante richieste per il trattamento di gravi aritmie, fibrillazione atriale e tachicardie ventricolari che se trattate con le moderne tecniche di ablazione aumenterebbero di molto la qualità di vita degli ammalati. Alternativa al mancato trattamento è l’aumento delle procedure cardiochirurgiche e la mobilità passiva, cioè la richiesta, sempre accolta, presso strutture extraregionali con conseguente aggravio di spesa. Don Domenico Laddaga, presidente Nazionale Ospedali ARIS, ospedalità religiosa, denunciando l’autoreferenzialità auspica maggiori controlli nel pubblico e nel privato per meglio agire sull’eliminazione degli sprechi e convogliare le risorse su chi effettivamente lavora e produce. Le proposte di “Don Mimmo” sono state quelle di abolire i tetti di spesa per le procedure interventiste salvavita, fare formazione anche negli ospedali e non solo nelle Università, potenziare i servizi territoriali per evitare l’afflusso caotico e disordinato nei Pronto Soccorso, divenuti veri gironi danteschi. Rocco Lagioia, presidente AISC, reclama ambulatori dedicati per lo scompenso cardiaco, vera epidemia per gli anziani. Maggiore umanizzazione, centralità del malato e accoglienza (informazione, sostegno per chi soffre e per i familiari), sono gli appelli di Vincenza  Colavito, responsabile di A.IT.A. Ettore Attolini, medico, un passato di Assessore regionale alla Sanità, ora della Direzione AReSS Puglia, ha denunciato il progressivo calo di risorse per la Puglia da parte del Fondo sanitario nazionale; all’Emilia e Romagna, a parità di abitanti, sono versati 800.milioni di euro in più. Il blocco del turnover nei piani di rientro ha determinato la mancata sostituzione di quanti hanno lasciato il servizio per pensionamento; l’Emilia e Romagna vanta 16mila addetti in più nell’ambito sanitario. Non è possibile erogare prestazioni extra LEA, i livelli essenziali di assistenza, ma bisognerà rendere operativi gli accreditamenti delle strutture private e pubbliche per una migliore ripartizione delle risorse. Maggiori tutele con le reti per patologia, aggiornamento dei software, edilizia sanitaria, sensibilizzazione e partecipazione della Medicina generale sono le argomentazioni che Ettore Attolini ha proposto per una sanità migliore, efficace e più umana. Nelle conclusioni del moderatore è stato evidenziato che non esiste conflitto tra medico e paziente. Il lavoro dei medici e infermieri va oltre il dovere. Non solo coraggio delle denunce ma forza delle proposte: la tavola rotonda è servita per creare una Santa Alleanza, benedetta dalla presenza di Don Mimmo, tra medici, società civile, associazioni dei malati e del volontariato. L’unione fa la forza per meglio avanzare proposte agli interlocutori politici; obiettivo migliorare la sanità regionale e garantire quel diritto alla salute così ben scritto nell’articolo 32 della nostra Costituzione.  

I due avvenimenti del 10 novembre, pur diversi nella forma, hanno proposto l’importanza di difendere il nostro Servizio sanitario nazionale, l’unico al mondo che ancora garantisce il “BENE COMUNE” in questa società che mira a delegittimare sempre più la cultura e la scienza della professione medica.

La memoria del The day after e le parole di Filippo Anelli dovranno essere alimentate da quanti hanno a cuore il bene comune e l’amore del prossimo. “Il BAVAGLIO noi lo vogliamo mettere alle malattie e per questo è necessario che la politica ascolti il nostro parere e che la gente finalmente s’interessi della salute sempre e non solamente nel momento del bisogno”.

Mediterranea TV, canale 214 del DT, ha seguito l’evento

redazione@corrierenazionale.net


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