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Solito vecchio Bari coi suoi vizi e i suoi limiti: stavolta son tre i gol beccati dall’Entella

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Virtus Entella a digiuno di vittoria da otto turni? Nessun problema: “croce rossa” Bari arriva senza chiamare il 118 a rianimare la squadra ligure. Un deja-vu, praticamente e sconfitta senza attenuanti per il Bari.

Sospinto da un giusto entusiasmo, quello dei mesi ancora acerbi di novembre e di dicembre – dunque non quello di aprile-maggio dove i giochi sembrano esser fatti – e dopo la parentesi di coppa nella città del Tricolore, il Bari perde l’occasione di staccare Palermo e Parma in testa alla classifica soccombendo contro l’Entella di Chiavari, straordinaria cittadina genovese rinchiusa tra il mercantile ed il rococò, sul cui campo cercava di dare seguito agli ottimi risultati fin qui ottenuti anche senza giocare benissimo (come contro il Foggia, ma non solo) – a detta di Grosso – con le armi dell’umiltà, della consapevolezza di essere una squadra all’altezza di certe situazioni e con la padronanza delle proprie forze, con l’obiettivo di fare una grandissima prestazione, potendo contare su un gruppo che, di settimana in settimana, sta crescendo a vista d’occhio dimostrando di avere nel carburatore tante qualità fisiche e tecniche importanti. Macché: il tutto è andato a farsi benedire.

Per contro si affrontava una Entella la cui ultima vittoria risale ad otto giornate fa che ha cambiato il suo allenatore Castorina (è ritornato Aglietti, n.d.r.) il quale ha inanellato una serie di quattro pareggi consecutivi che, tuttavia, non lo hanno allontanato dalla pericolosa classifica dei quartieri bassi, e che oggi voleva provare a dare una svolta al suo campionato inanellando una vittoria prestigiosa. Vittoria trovata e obiettivo centrato.

Terminato il turn-over di Coppa, il Bari, dopo la mezza settimana trascorsa a Noceto (Parma), è sceso in campo con Micai tra i pali, Gyomber e Tonucci difensori centrali, Anderson e Fiamozzi terzini, Basha, Tello e Petriccione a centrocampo, Improta e Galano ali esterne, Floro Flores centravanti.

Aglietti ha risposto con Iacobucci in porta, S. Benedetti e Pellizzer centrali difensivi, Belli e Brivio terzini, Troiano, Eramo e Crimi a centrocampo, Luppi e De Luca esterni alti e La Mantia attaccante.

Il primo tempo è stato uno dei peggiori giocati dal Bari che ha giocato al di sotto del proprie possibilità, aggredito dal primo all’ultimo minuto.

Parte aggressivamente l’Entella che a1 1′ va vicinissimo al gol con un cross da inserimento da parte di De Luca, ma Micai lo evita respingendo in extremis. E ancora una punizione di De Luca scalda le mani del portiere barese ce devia in corner.

Che fosse una gara difficile lo si è evinto anche dal duello tra Luppi e Anderson, duello perso dal terzino barese, ma anche a centrocampo dove i tre baresi han giocato, praticamente, spalle alla porta avversaria costretti quasi sempre a smistare il pallone indietro più che avanti, nonostante qualche guizzo di Petriccione. Ha fatto fatica ad uscire dalla propria trequarti il Bari anche perché non c’è stato mai pressing, così da far arrivare in area direttamente quelli dell’Entella.

E al 18′, puntuale, ecco il gol che era nell’aria con La Mantia che ha raccolto di testa un cross di De Luca, gol che ha portato in vantaggio la Virtus Entella che ha iniziato con grinta e determinazione, per contro si è assistito ad un approccio sbagliato del Bari troppo remissivo con azioni d’attacco pressoché nulla anche se occorre prendere atto della bella prestazione della Virtus.

Luppi per problemi all’inguine è costretto ad alzare bandiera bianca per Diaw alla mezz’ora ma il canovaccio è sempre quello.

E a riprova che il centrocampo ha girato a vuoto, c’è da segnalare l’ammonizione di Basha al 34′ in uno dei tanti interventi a vuoto dei centrocampisti baresi.

Ma al 36′ su un calcio di punizione battuto di sorpresa, per contatto tra Diaw e Tonucci, l’arbitro ha concesso il rigore che Troiano ha realizzato nonostante Micai avesse intuito la traiettoria.

Sul finale Anderson si fa male ed è costretto ad uscire, al suo posto Brienza. Così il Bari cambia pelle con un 4-3-2-1 con Tello a destra e Fiamozzi a sinistra, Gyomber e Tonucci dietro, Basha e Petriccione al centro, Brienza dietro Floro Flores, ed Imrpota con Galano sempre esterni. Ma il risultato non cambia. Insomma l’Entella è sembrata indiavolata, tipico degli avversari modesti che incontrano il Bari.

Da segnalare che il Bari non solo non ha mai tirato in porta ma addirittura non ha mai creato alcuna occasione per entrare in area tranne che al 48′ con Floro Flores che ci ha provato su un pallone filtrante di Improta ma poi è arrivato Iacobucci a spazzar via.

E se il Bari vuole andare in A ha l’obbligo di non giocare mai così.

Nel secondo tempo, almeno per i primi venti minuti (oggettivamente pochi per una prima in classifica), il Bari ha attaccato a pieno organico e con più decisione costringendo l’Entella a retrocedere il baricentro a cominciare dal 16′ quando Galano al volo su assist di Brienza, di sinistro, ha fatto volare Iacobucci per respingere il pallone in corner.

E al 21′ Galano vede concretizzatasi la superiorità siglando il gol nella mischia sbucando alle spalle di due difensori liguri ed un mezzo tocco di Floro Flores, gol che ha riacceso le speranze biancorosse e che hanno riportato il Bari in partita conquistato metri su metri rispetto al primo tempo facendo stringere i denti quelli dell’Entella.

Ma al primo capovolgimento di fronte è stato ancora l’Entella a siglare il terzo gol su passaggio filtrante di Brivio con De Luca che non ha esultato davanti ai suoi ex tifosi.

Ancora al 32′ pericoloso contropiede di Diaw che, coordinatosi benissimo, ha scaricato sulla porta sfiorando l’incrocio dei pali: il Bari si scopre inevitabilmente lasciando il contropiede ai liguri.

Al 33′ assist di Tello per Floro Flores in area ma l’attaccante barese ha tirato su un difensore: peccato, poteva essere il 3-2.

Grosso ha tentato il tutto per tutto facendo entrare al 37′ Kozac per Petriccione ma il cambio non ha sortito alcun effetto.

Beffa finale al 39′ con Gyomber che ha sbagliato completamente il retropassaggio diretto a Micai con lo stesso portiere che è andato sulle gambe di Ardizzione: rosso diretto a Micai, dentro De Lucia per Galano.

Insomma un Bari inguardabile nonostante qualche scorcio di tempo dove ha dettato legge, ma non è bastato. E da una squadra che è in testa alla classifica è d’obbligo attendersi qualcosa di più che certe prestazioni.

Adesso sotto col Palermo senza Micai ed Anderson a cui è stata diagnosticata una lesione distrattiva al bicipite femorale destro, e con un umore da ritrovare.


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