fbpx

Arrivano gli ‘avvocati robot’, a rischio posti lavoro

Scienza&Tecnologia

GLI STUDI LEGALI RIVOLUZIONATI DA INTELLIGENZA ARTIFICIALE

L’intelligenza artificiale potra’ avere un impatto occupazionale e introdurra’ cambiamenti profondi. L’allarme e’ della rivista del Mit Technology Review che segnala le maggiori difficolta’, per la perdita di posti di lavoro, nel settore legale. L’intelligenza artificiale sara’ in fatti in grado di analizzare milioni di documenti per trovare quelli piu’ appropriati per preparare un caso in tribunale. Una analisi di McKinsey ha stimato che il 22% del lavoro degli avvocati e il 35% di quello degli assistenti potrebbe essere automatizzato.

Fra i vari settori lavorativi sconvolti dall’Intelligenza artificiale negli Usa c’e’ anche quello legale. Lo racconta un articolo sulla rivista del Mit Technology Review, secondo cui fino a un terzo delle mansioni di avvocati e praticanti puo’ essere automatizzato. Attraverso l’Intelligenza artificiale si possono analizzare milioni di documenti, note legali e resoconti di cause per trovare quelli piu’ appropriati a preparare un caso, un lavoro certosino che al momento compiono negli Usa i ‘paralegals’, persone in genere non laureate, e gli avvocati associati all’inizio della carriera. Una analisi di McKinsey ha stimato che il 22% del lavoro degli avvocati e il 35% di quello degli assistenti potrebbe essere automatizzato. Negli Usa sono gia’ state create diverse compagnie che sviluppano software in questo campo, e ad esempio una delle principali, Kira Systems, collabora gia’ con quattro dei dieci principali studi negli Usa. In generale le compagnie ‘legal tech’ hanno ottenuto il 43% in piu’ di finanziamenti nei primi tre trimestri del 2017 rispetto all’anno precedente. A ‘spingere’ il settore e’ anche la sempre maggiore disponibilita’ di dati on line. Lo scorso gennaio ad esempio la Harvard Law School Library ha messo in rete tutti i propri documenti. “Mi aspetto che gli studi, sapendo che la tecnologia puo’ fare molti dei lavori ripetitivi, non vorranno piu’ farli fare agli avvocati – afferma il direttore del progetto Adam Ziegler -. Perche’ pagare per un associato per fare quello che un computer puo’ fare piu’ velocemente?”.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Facebook
YOUTUBE