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A Carpi il Bari lascia due punti che, con maggior coraggio ed incidenza, avrebbe fatti propri

Sport & Motori

Carpi – Ultimamente il Bari non stava dando il meglio di se’ sia dal punto di vista del risultato (Perugia esclusa), sia in quello del gioco: tra sconfitte in Tim Cup, due sconfitte senza attenuanti in campionato ed un pareggio tutt’altro che entusiasmante col Parma, in casa, dove ha prevalso più la paura di perdere che la voglia di vincere, intervallato dalla vittoria a Perugia dove ha prevalso più lo spirito di sacrificio ed il cinismo che il “gioco”, la squadra di Grosso si era un po’ persa per strada.

Ed oggi, al cospetto di un freddo cane, stando a quanto dichiarato, ieri, dall’allenatore in fase di conferenza stampa, il Bari voleva “stupire” pur consapevole di giocare contro un avversario in piena salute con uno score composto da due vittorie (l’ultima fuori casa), due pareggi ed una sconfitta ad Empoli, cercando persino di imporre il proprio gioco (cosa, ad onor del vero, accaduta poche volte nel corso del campionato) per dare un segno di forza e di qualità a tutte le 22 squadre, senza dimenticare l’obiettivo di toccare 36 punti così da superare il record di Nicola che – si ricorderà – venne sollevato incredibilmente dall’incarico con 35 punti nel sacco. E di stupire ha stupito sia nell’imporre il proprio gioco, sia nelle numerose occasioni gol capitategli, tutte puntualmente gettate alle ortiche.

E coi soliti quattro giocatori fuori causa, Cisse’, Anderson, Morleo e Gyomber per l’occasione accompagnati da Scalera e Berardi, Fabio Grosso aveva riposto la fiducia sulla rosa rimanente, su tutti Floro Flores, un giocatore senza dubbio di prima scelta, nonostante provenisse, sì, dalla serie A ma dalle relative panchine e quasi mai dalle formazioni titolari, e che col Bari avrebbe dovuto fare la differenza sin dallo scorso anno – infortunio a parte – ma che fino adesso non ha mai inciso più di tanto. Stasera inclusa.

Eppure la volontà di chiudere in bellezza, nonché proseguendo nella continuità, questo anno 2017 in chiaro scuro c’era tutta. Vincere al “Cabassi” di Carpi, obiettivo in verità estremamente difficile, avrebbe voluto dire, intanto, che la squadra sarebbe rimasta sempre lì tra le prime tre, poi avrebbe significato continuità, caratteristica fondamentale in questa bizzarra serie B, infine avrebbe voluto dire spezzare, finalmente, quel filo rosso che ha legato il Bari alla puntuale sconfitta in trasferta anche perché – diciamocelo – perdere tante partite, alla fine, si scontano nell’economia della promozione in A, ed il Bari prima di Carpi aveva perso ben sette gare contro le due di Frosinone e Palermo. Oggettivamente troppe.

Alla ricerca di una vittoria entrambi per salutare il 2017, Grosso, rivoluzionando un po’ il solito canovaccio, tenendo in panchina Galano, ha mandato in campo, Micai in porta, clamorosamente Diakhitè – pagando una robusta somma di penale – e Marrone stopper centrali, Sabelli e D’Elia terzini, Basha centrale di centrocampo, l’inamovibile Tello e Iocolano mezzali, Improta e Floro Flores ali, Nenè centravanti. Calabro gli ha risposto con Colombi in porta, Brosco, Capela e Ligi (l’ex di turno) il terzetto difensivo, Mbaye, Verna e Saber centrali di centrocampo, Pasciuti e Pachonik esterni, Mbakogu, eterna bestia nera biancorossa, e Nzola in attacco.

Comincia bene il Bari con un atteggiamento diverso rispetto al solito, attaccando l’avversario, costringendolo nella propria metà campo pur senza giocare bene ma recuperando una marea di palloni a centrocampo, (non osiamo immaginare cosa sarebbe stato se solo il Bari avesse giocato pure bene!) al cospetto di un Carpi, almeno relativamente allo spezzone di gara, manifestatosi ben poca cosa (cosa, oggettivamente, preoccupante conoscendo la generosità storica del Bari), e solo al 15′ abbiamo annotato la prima occasione di un certo rilievo con un calcio di punizione per il Bari dal limite dell’area calciato da Nenè che ha colpito il palo esterno.

Ancora Bari al 34′ con una doppia occasione con Basha il cui tiro al volo viene respinto dal portiere, e poi sulla ribattuta Improta, di testa, tira sul portiere carpigiano.

Per infortunio, Calabro è costretto a far uscire dapprima Saber per Saric al 35′ e al 44′ Brosco per Bittante.

E giusto per confermare l’assoluta inconsistenza carpigiana, per attendere di vedere il Carpi in area barese, è occorso attendere il 37′ quando Mbakogu ha crossato un reso terra deviato dalla difesa barese in corner, il primo per il Carpi.

Al 44′ ultima occasione per il Bari con Basha che verticalizza per Improta il quale dal lato crossa al centro ma Nenè arriva tardi.

Inizia il secondo tempo con un Carpi apparentemente più attento alle incursioni baresi e decisamente più propositivo rispetto al primo tempo anche se alla distanza, la qualità pugliese ha sempre la meglio sul Carpi. Come infatti al 6′ con Nenè che ci ha provato con una girata improvvisa dal limite dell’area parata da Colombi.

Grosso allora capisce che i tre punti sono alla portata e fa scoccare l’ora di Galano al posto di Floro Flores.

Il Bari detta ancora legge come ad esempio al 20′ quando un assist di Sabelli pesca in profondità Improta il quale leggermente defilato sulla sinistra, tira in porta ma trova Colombi pronto a respingere.

Al 25′ esce Iocolano entra Busellato, segnale di equilibrio per Grosso che, verosimilmente, vuol coprirsi in previsione di una sfuriata finale del Carpi.

Ancora e sempre Bari al 26′ quando ci prova sempre il napoletano Improta dal versante opposto, ma ancora una volta il portiere gli dice di no.

IL pressing si fa asfissiante: al 34′ assist perfetto di Sabelli per Nenè che, vagando nel centro dell’area senza aspettarsi il pallone, lo riceve gestendolo malissimo mandandolo nelle mani di Colombi.

Al 35′ dentro Kozac fuori Basha. Modulo cambiato, con Kozac al posto di Nenè e quest’ultimo alle spalle degli attaccanti e con Tello e Busellato a centrocampo.

Ma è il Carpi, sul finale, a rendersi pericoloso con alcune opportunità sventate con qualche affanno dalla difesa barese.

Finisce, dunque, in parità la gara con un Bari decisamente in palla che può recriminare decisamente per i due punti persi e non per il punto guadagnato. Sicuramente, per Grosso, i ragazzi avranno fatto una grande partita, ed anche noi ne siam convinti, ma se è pur vero che col senno di poi, si sa, son piene le fosse, se al posto di Busellato avesse fatto entrare Brienza, con Galano, come sarebbe finita?

Certo, la classifica di stasera riteniamo sia coerente con le attese, col Palermo ed il Frosinone di una spanna su tutte, ed il Bari con l’Empoli a braccetto al terzo posto. Obiettivamente ci sta tutta.

E adesso, prego, accomodatevi nella giostra del calcio mercato. Noi del Corriere nazionale, come da tradizione, attenderemo le certezze per divulgare gli eventuali passaggi evitando di scrivere balle illudendo i tifosi. Lo lasciamo fare volentieri agli altri.


3 Replies to “A Carpi il Bari lascia due punti che, con maggior coraggio ed incidenza, avrebbe fatti propri”

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