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Par condicio giornalisti; Mineo: “E’ una follia

Politica italiana

Il problema vero è nella struttura dei talk show e nei giornalisti militarizzati come Maria Teresa Meli che viene mandata dal PD nei programmi per aggredire chi non parla bene di Renzi” 

Il Sen. Corradino Mineo (Liberi e uguali) è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la notizia”, condotta da Gianluca Fabi e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano. 

In merito al regolamento dell’Agcom sulla par condicio per i giornalisti. “E’ una follia –ha affermato Mineo-. Non vedo con quale criterio si debbano selezionare i giornalisti nelle trasmissioni. Naturalmente un problema c’è, ma non sta nella scelta col bilancino dei giornalisti, chiedendogli per chi votano. Il problema sta nella struttura dei talk show, in cui il giornalista fa il vigile urbano così non rischia mai in proprio. Poi sono infastidito del fatto che nei talk show non si usi più la seconda domanda, dopo l’affermazione del politico il giornalista non cerca di approfondire, ma dà la parola a un altro. La terza cosa è che una parte dei giornalisti sono stati militarizzati. Come senatore, mi è capitato spesso di trovarmi nelle varie trasmissioni in periodo come quelli della campagna elettorale pre-referendum e un grosso partito chiedeva di mandarmi contro un giornalista che veniva appositamente per provocare. Maria Teresa Meli girava per i talk show per aggredire tutti quelli che non dicevano cose meravigliose di Renzi. Ma tutto ciò non si può regolare con un regolamento dell’Agcom. Il giornalista deve avere delle opinioni e, meno le nasconde, più è leale, quindi io non ho mai creduto nell’imparzialità, io credo nel saper fare il giornalista. Se io non ho idee come faccio a smontare le falsità che l’altro mi propone? Se io sono un qualunquista assoluto e del debito pubblico italiano non me ne frega nulla, come posso fare un’intervista sul debito pubblico?”. 

Boldrini caldeggia alleanza Liberi e ugual-PD in Lombardia e Lazio. “Chiederei alla Boldrini per quale motivo si è determinata questa rottura. Poi le chiederei: non le pare assurdo che si voti lo stesso giorno per le regioni con un sistema maggioritario e per il parlamento con un sistema proporzionale? Chi ha combinato questo pasticcio? Lei era presidente della Camera… Io sono fuori, non ho intenzione di candidarmi”. 


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