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Non è giusto

Economia e Finanza

Spesso si dice che una certa cosa “non è giusta”. 

Non è giustche si paghi per l’acqua che non sgorga dal rubinetto”, “non è giusto che si paghino tasse su redditi che non vi sono”, “non è giusto che si paghino stipendi faraonici per impieghi inutili se non dannosi”,… potremmo continuare a lungo nell’elencare ingiustizie evidenti ma sancite per legge! Ma è ben strano che una legge non sia giusta!

E cosa significa quel “non è giusto”? come si può individuare una cosa giusta? La domanda è molto antica e i filosofi più grandi di tutti i tempi hanno dato una risposta ormai acquisita e pacifica in ogni parte del mondo e riconosciuta consapevolmente o no da tutti ed ognuno dei cittadini di ogni parte del mondo. Una legge è giusta se conforme ai principi fondanti delle comunità umane; quelli condensati in quel corpo di leggi non scritte da nessuno che è il diritto naturale. La intangibilità della proprietà privata è uno di questi. La Chiesa Cattolica si scagliò contro il comunismo con la Rerum Novarum dicendo proprio questo: la proprietà privata è diritto naturale coevo all’uomo e quindi intoccabile, sacra. Il nazifascismo pur nel suo delirio di onnipotenza non la intaccò né riteneva di averne il diritto.

Oggi invece la tecnostruttura nazionale o sovranazionale e la politica che la difende ritengono di poter mettere le mani sulle cose private non in maniera brutale e primitiva come riteneva di fare il comunismo ma in maniera moderna e sopraffina cioè controllando le informazioni. In base alle informazioni ottenute si producono leggi adatte a spogliare i privati delle loro proprietà e dei suoi frutti: conoscendo il valore dei tuoi beni li posso tassare in modo da produrre il gettito voluto. Per esempio sentiamo tante volte dire dai politici in occasione delle finanziarie: “I saldi devono rimanere quelli decisi”; significa che io politico devo avere quello che ho deciso di prendere, paghino quelli che hanno i soldi. Cosa che è l’inverso del “giusto” che prevede che la spesa pubblica sia decisa in base alle cifre disponibili che a loro volta sono il frutto della ricchezza prodotta … e non che le cifre da estorcere siano decise dalla politica!!! e quindi se il reddito non è sufficiente ad appagare gli appetiti dell’apparato si tassa la proprietà (ICI, IMU, TARI,…).

È evidente che se si tassa la proprietà tal quale, oltre al reddito che se ne produce, e, per di più, se ne condiziona l’uso (certificati vari per poterla utilizzare) la comprimi al punto da rendere meno appetibile la sua stessa disponibilità. Stessa cosa è da dire della proprietà dei titoli azioni ed obbligazioni, che, se non sono materialmente disponibili non possono essere utilizzati al meglio… e comunque come il loro proprietari intendono; e spesso vengono fatti sparire (caso Banco Napoli, Pop Vicenza, Etruria,,,, ma anche tanti altri) . È evidente che si tratta di espropri parziali e camuffati ma gravissimi e portatori di depressione economica sotto i più svariati aspetti e progressivamente crescente. E questi sono solo alcuni esempi.

La crociata che fu fatta contro la demenziale teoria comunista andrebbe replicata oggi contro la ancor più demenziale e perfida pratica realizzata dalle intellighenzie di sistema che, prive di limite alla propria ingordigia ed inefficienza, cercano di instaurare una dittatura di gran lunga più pervadente di quelle del novecento. La compressione della proprietà privata erode dall’interno il fondamento della civiltà occidentale e della sua economia fondata sulla laboriosità e la parsimonia condensate materialmente nella signoria sulla cosa: la proprietà privata. Diritto naturale come è naturale è il diritto a procreare, ad alimentarsi, a lavorare…….

Canio Trione


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