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L’effetto della Democrazia partecipativa

Politica italiana e internazionale

Tutto in politica si può riconsiderare. Il principio che, invece, non dovrebbe essere mai modificato è, e resta, la Democrazia partecipativa. Anche con la nuova legge elettorale, spetterà sempre al cittadino decidere chi amministrerà il Paese. Pure se una Maggioranza di Governo resta problematica; almeno nei termini che conosciamo.

Si dovrebbe, invece, approfondire la cognizione di democrazia partecipativa. Del resto, la nostra Costituzione è assai chiara sotto questo profilo. Infatti, il cittadino, per le opportune vie, può invitare il Parlamento a elaborare provvedimenti normativi d’iniziativa popolare. Spetta, sempre, al Popolo sollecitare il Potere Legislativo a programmare rimedi urgenti e può, ancora, col referendum, realizzare le eventuali mancanze normative.

Di certo, gli italiani hanno un senso della politica operativa meno sviluppata d’altri cittadini UE. Gli avvisi ci sono stati ed è meglio non dimenticarli.

Del resto, quanto abbiamo segnalato, non rappresenta che una sintesi di una riflessione e della validità dei suoi contenuti che, poi, dovrebbero essere traghettati in Parlamento.

Quindi, ancora una volta, e con l’esperienza d’oltre mezzo secolo d’analisi del nostro panorama politico, proponiamo a chi ci legge, di delegare meno e fare fronte con maggiore partecipazione alle decisioni vitali per il Paese.

Il tempo non manca; anche se dubitiamo, per quanto premesso, che il futuro Esecutivo sia in grado di rimanere in carica per i canonici cinque anni. Del resto, in politica fare delle previsioni sulla “vita” delle alleanze di governo non è mai servito se non a verificarne i deleteri effetti.

Giorgio Brignola

 


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