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Il Bari tocca il fondo contro un super Empoli: 0-4 per i toscani

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Bari – Parafrasando un celebre film di John Ford, doveva essere – questa gara – l’assalto a Forte Apache, senza spingersi necessariamente al mero massacro, ma solo alla conquista dello stesso, metafora del terzo posto, ed invece è stata una disfatta. Sacrosanta e l’allenatore Grosso ne è il primo responsabile.

E, sempre a proposito di cinema, occorreva stare “attenti a quei due”, ovvero “Roger Moore” Ciccio Caputo e “Tony Curtis” Alfredo Donnarumma, sintesi perfetta degli attaccanti tipo che dovrebbero giocare, fissi, in una squadra di calcio con ambizioni di vittoria, attaccanti che han maramaldeggiato tra la difesa biancorossa.

Ma soprattutto c’era da invertire una brutta rotta intrapresa dai biancorossi, vale a dire quella per la quale non sono mai riusciti a battere una favorita del torneo. E Grosso, in fase di conferenza stampa, ieri, aveva detto coram populo che la sua squadra avrebbe cercato di impensierire l’Empoli del neo tecnico Andreazzoli (che ha preso il posto di Vivarini recentemente), in quanto convinto dei mezzi dei propri giocatori, Empoli che era solo la prima di una lunga serie di gare dal coefficiente di difficoltà altissimo in quanto, dopo la squadra toscana, il Bari incontrerà quasi tutte le pretendenti alla A, sia diretta che indiretta (escluso il Palermo già incontrato).

Così, sotto un cielo nato grigio premonitore sin dal mattino Andreazzoli, lasciando in panchina il neo acquisto Brighi, e dando fiducia ad una certa formazione collaudata, ha mandato in campo Provedel tra i pali, Pasqual e Di Lorenzo terzini, Romagnoli e  Veseli a centro difesa, Krunic e Bennacer mezzali di centrocampo, Castganetti al centro, Zajc dietro le punte di diamante Caputo e Donnarumma.

Grosso – a sorpresa – confermando  il suo modus operandi abbastanza imprevedibile, privandosi di ben sei elementi rispetto alla gara di Cesena, anzi sette con Marrone relegato a centrocampo, ha optato per un inedito 3-5-1-1 innestando anche due neo arrivi e facendo a meno di Galano, D’Elia e Basha, mentre Anderson non era nemmeno in panchina, segnale di una imminente partenza: tutti rigorosamente con la maglia celebrativa dei centodieci anni, Micai in porta, Oikonomou, all’esordio, il collaudato Diakhytè e Gyomber stopper, Sabelli ed Improta esterni di centrocampo, l’esordiente Henderson, Marrone (nella sua prima gara al centro del campo) e Petriccione al centro, Brienza con Cissè davanti.

Primo tempo dove l’Empoli ha dettato legge, complice anche l’astrattismo del modulo del Bari che ha dato una mano agli azzurri toscani nel condurre il gioco. Tanti gli errori baresi, le palle perdute, una difesa ballerina e soprattutto un attacco inesistente dove nemmeno Brienza ha potuto fare molto. Numerose occasioni per l’Empoli mentre solo una paio quelle baresi. Prova inconsistente del Bari grazie alle scelte iniziali di Grosso che hanno donato su un piatto d’argento il timone della gara all’Empoli che – occorre dirlo – è apparso un avversario fortissimo, sicuramente più del Bari.

Che fosse una giornata no per i biancorossi lo si è visto subito sin dal quarantesimo secondo quando Donnarumma ha tirato su Micai il quale ha parato il tiro. E all’8’ l’Empoli, giusto per mettere i puntini sulle i, è andato in vantaggio con lo stesso Donnarumma su assist di Pasqual.

Il Bari non c’è, o meglio c’è ma è alla ricerca del’alba dentro l’imbrunire, e al 9’ su un rimpallo Caputo tira in porta ma trova Micai a respingere il pallone in qualche modo con difficoltà.

Segnali di vita da parte del Bari all’11’ con una buona triangolazione Sabelli-Brienza-Sabelli il quale crossa per Cissè ma questo tira debole su Provedel.

Al 18’ ancora Empoli con un diagonale di Donnarumma che ha calciato di pochissimo fuori al lato sulla destra di Micai: diciamo che ha graziato il Bari dal secondo gol.

Il Bari soffre e solo occasionalmente prova a mettere il muso davanti, come al 23’ con una bella conclusione di Cisse’ con un acrobatico diagonale con palla finita di poco alta sulla traversa.

Sempre l’Empoli a dettare legge al 27’ quando Bennacer (ottimo giocatore) si invola da centrocampo e tira in porta di un soffio fuori.

28’ azione personale di Caputo che raddoppia, in contropiede: evidentemente Grosso non ha tenuto conto, in fase di preparazione della gara, il pericolo contropiede con due punte del calibro come quelle dell’Empoli.

Al 37’ Donnarumma è pericolosissimo con Micai davanti a lui, anche se in posizione defilata, quando sbaglia il 3-0, risultato con cui avrebbe chiuso la gara.

Al 43’ cross di Sabelli per la testa d Improta che manda la palla di un soffio sopra la traversa.

La frazione del tempo si chiude con l’Empoli più efficace e concreto che gioca a memoria con calciatori che sotto porta non sbagliano o, al limite, si rendono pericolosissimi ed il Bari, invece, che è apparso stordito, senza alcun atteggiamento, privo di spirito, prigioniero delle novità di Grosso senza riuscire a trovare la coesione giusta.

Nel secondo tempo Grosso non vuol saperne di cambiare uomini in quanto manda in campo gli stessi undici ad inizio ripresa: sarà la disfatta.

Ma è sempre la squadra di Andreazzoli a condurre il gioco: al 4’ gran conclusione di Zajc deviata acrobaticamente da Micai.

Il secondo tempo avrebbe dovuto essere quello della riscossa del Bari ed invece è stato ancora l’Empoli a dettare legge tranne che al 10’ quando Cisse’ dopo un batti e ribatti, ha preso la traversa.

E solo allora Grosso capisce che è ora di cambiare qualcosa, ma invece di far entrare qualche attaccante, ad esempio Galano o Floro Flores o Kozac, preferisce far entrare Basha e Busellato al posto di Marrone ed Henderson. Risultato? Ancora l’Empoli a sbagliare il terzo gol con Bennacer che tira sul corpo di Micai il quale respinge il pallone in area di rigore dove Caputo tira ancora su Micai, ma lo stesso ex barese è in fuori gioco.

E siccome la giornata è decisamente “no”, al 18’ ecco il gran gol di Zajc, su punizione, che ha messo il pallone nell’angolo dove Micai non poteva arrivare.

Il pallone è perennemente tra i piedi dell’Empoli che, dettando legge, fa accademia ed anche melina ridicolizzando il Bari a cui non rimane che difendersi, male, perché il pallone rimane sempre ai toscani.

Ci mancava un pericolo autogol di Basha che su un tiro ha deviato il pallone goffamente all’indietro.

Al 32’ scambio Caputo (uscito tra gli applausi)-Ninkovic, nel frattempo subentrato, che in diagonale punisce Micai segnando lo 0-4. Risultato netto che ci sta tutto.

E giusto per continuare a non capire le scelte di Grosso, al 36′ esce Improta ed entra D’Elia, dell’attaccante nemmeno a parlarne.

Difficile commentare una gara segnata in questo modo, con un 0-4 sul groppone, ci sarebbero tante cosa da dire. Trionfo per l’Empoli è una Caporetto per il Bari.

Errori ed orrori a parte (oggi Marrone è risultato il peggior in campo in assoluto ma non è solo lui il colpevole, sia inteso), Grosso, a fine gara, non si è assunto alcuna responsabilità della disfatta motivandola col fatto che ha una rosa ampia e deve tastare un po’ tutti, meriti a parte dell’Empoli. Cosa che può far benissimo in settimana e non durante una gara rischiosa come quella di oggi,

 

 

 


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