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Strappo in nottata sulle liste Pd, la minoranza non vota

CronacaPolitica italiana e internazionale

Renzi, scelta devastante ma squadra piu’ forte

Si conclude oltre le quattro del mattino la maratona notturna della direzione Pd che vota la lista dei candidati per le politiche. Ma la minoranza consuma lo strappo non partecipando al voto. “E’ stata una delle esperienze piu’ devastanti che abbia vissuto ma da domani dobbiamo fare una grande battaglia”, le parole di Renzi. Il segretario correra’ nel collegio Firenze 1 Camera e nei listini di Umbria e Campania. Mariaelena Boschi a Bolzano. All’ultimo rientrano in corsa Cesare Damiano e Barbara Pollastrini.

La direzione Pd ha approvato all’alba di questa mattina le liste delle candidature al Parlamento nei collegi uninominali maggioritari e in quelli plurinominali proprzionali. I delegati delle minoranze guidate dal ministro Andrea Orlando, dal governatore pugliese Michele Emiliano e da Gianni Cuperlo non hanno partecipato al voto, dopo aver disertato anche l’inizio della direzione . Che era stata convocata alle 10,30 di ieri mattina e che invece, di rinvio in rinvio, ha avuto inizio la sera poco prima delle 23. Le minoranze sono state infatti penalizzate nelle candidature e hanno denunciato essere state estromesse dalle decisioni.”Nessun rallentamento -hanno affermato in una dichiarazione notturna congiunta Orlando, Emiliano e Cuperlo – è imputabile a noi e vorremmo solo favorire uno svolgimento ordinato e unitario per un lavoro dal quale dipende in buona misura il successo del Pd e della coalizione. Dopo ore di attesa e una successione di rinvii sull’inizio della direzione, non abbiamo ricevuto alcun elenco e, da diverse ore, informazioni in merito alla proposta che verrà sottoposta al vaglio della direzione. Con tutta la buona volontà che crediamo sia necessaria in un passaggio così importante e delicato è necessario consentire a tutto il partito e alle sue diverse componenti una valutazione serena di una proposta che la lunga gestazione conferma nella sua complessità”. Dopodichè hanno riunito i rispettivi delegati e deciso il disimpegno.

“Questa è una delle esperienze peggiori, una delle esperienze più devastanti dal punto di vista personale. Abbiamo ricevuto dei no, alcuni mi hanno fatto male”, non ha avuto difficoltà ad ammettere Renzi nel suo intervento in direzione. Le tensioni e il lancio di coltelli della giornata di ieri ha portato anche a rinviare a lunedi a Bolzano la presentazione della candidatura di Maria Elena Boschi che sta facendo infuriare altoatesini e Svp. Le liste del Pd saranno ufficialmente rese note in giornata. Come Boschi, hanno trovato conferma le candidature di Paolo Gentiloni a Roma1 per la Camera e degli altri ministri: Lotti a Empoli per la Camera, Padoan a Siena per la Camera, Delrio a Reggio Emilia Montecitorio, Franceschini a Ferrara, Fedeli al Senato a Pisa. Mentre Minniti correrà a Pesaro. Quanto agli alleati Pd della lista Civica e Popolare, la direzione ha dati disco verde alla contestata candidatura a Bologna per il Senato di Pier Ferdinando Casini. E a quella della ministra Beatrice Lorenzin per la Camera a Modena. Fra le new entry, oltre alla conferma di Lucia Annibali e alla probabile esclusione a sorpresa della ew sindaca di Lampedusa Giusy Nicolini, dovrebbe essere arrivato l’ok alla candidatura di numerosi giornalisti: Tommaso Cerno, Federica Angeli e probabilmente anche Claudio Cerasa.

 


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