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Come stiamo?

Politica italiana

Scrivere sullo stato di salute “economico/sociale” italiana resta difficile. Soprattutto quando si deve dare spazio alla realtà dei fatti quotidiani. Certe prese di posizione politiche non illudono più nessuno. Le imminenti elezioni potrebbero non garantire una diversa evoluzione socio/economica nazionale. Quindi, essere obiettivi non significa essere né ottimisti, né pessimisti. Basta attenersi alla realtà dei fatti per comprendere che le difficoltà del Bel Paese sono lontane dall’essere risolte. La realtà della Penisola del “malessere” continua a tenere lontana quella del “benessere”.

Nel nostro realismo, non ci sono soluzioni al deterioramento nazionale. E’ la politica che sarebbe proprio da mutare. Però, pur con le imminenti elezioni politiche generali, ogni riflessione ha il sapore dell’azzardo. Se la coerenza avesse un seguito logico, avremmo altri scenari da esaltare. Invece, non ce ne sono.

Quando abbiamo salutato il 2018, come l’anno dell’impegno senza benefici, avevamo visto giusto. Con la premessa che non ci siamo sentiti menagrami né, tanto meno, presaghi. Hanno fatto testo le realtà che pesano come macigni. Ci sono, ancora, troppi “interrogativi” ai quali sarebbe necessario rispondere. Eccedenti dubbi che dovrebbero essere chiariti. Sono i politici di “razza” che dovrebbero fare la differenza. Noi non ne conosciamo.

Allora: come staremo? Certamente come lo scorso anno. Il 2018 appare già invalidato dai fallimenti irreversibili dell’anno che l’ha preceduto. Per cambiare “registro”, oltre alla determinazione politica, ci vorrebbero uomini nuovi che, purtroppo, non riusciamo a identificare.

Questa è la realtà della Penisola alle porte della consultazione politica del prossimo 4 marzo.

 Giorgio Brignola

redazione@corrierenazionale.net


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