fbpx

Il voto a Cipro Nord

Estero

di Massimiliano Sfregola

Poco entusiasmo e molta disaffezione per la politica: questo è il dato principale emerso dalle elezioni nella Repubblica turco-cipriota di domenica 7 gennaio. Per la prima volta dalla dichiarazione unilaterale d’indipendenza del 1983, la campagna elettorale non è stata dominata dalla disputa territoriale con il sud a maggioranza greca ma piuttosto dalla questione morale.

Scandali, corruzione e nepotismo hanno lacerato il Partito turco-repubblicano (Ctp, di centro-sinistra pro-unificazione), alla guida del paese nella passata legislatura, a vantaggio del Partito dell’Unità Nazionale (Ubp, di centro-destra e vicino ad Ankara). Con il 35% dei voti, l’Ubp avrà tuttavia bisogno del Partito Democratico, una formazione di estrema destra fermamente contraria a qualunque accordo con i greci.

Molti hanno denunciato il recente arrivo di migliaia di coloni dalla Turchia, ai quali sarebbe stato concesso il passaporto turco-cipriota per sbilanciare il voto a favore del mantenimento dello status quo.
A fine mese si terranno a sud, nella Repubblica di Cipro – quella riconosciuta internazionalmente – le elezioni presidenziali. Nicos Anastasiades, capo di Stato uscente pro-unificazione, chiede un nuovo mandato per tentare di chiudere lo storico accordo con il nord. Ma la strada sembra tutta in salita.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Hai apprezzato i nostri contenuti? Aiutaci a condividerli.

RSS
Facebook
YOUTUBE