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Elezioni, Fdi contro direttore del Museo Egizio

Politica italiana

Fdi annuncia che in caso di vittoria elettorale caccerà il direttore del Museo egizio di Torino, reo di aver lanciato una offerta per le giovani coppie arabe. Ed è polemica.

“Stiano tranquilli il direttore Greco e gli estensori dell’anacronistico appello: una volta al governo Fratelli d’Italia realizzerà uno dei punti qualificanti del proprio programma culturale che prevede uno spoil system automatico al cambio del Ministro della Cultura per tutti i ruoli di nomina, in modo da garantire la trasparenza e il merito, non l’appartenenza ideologica”. Finisce quasi con una minaccia la polemica che da giorni vede esponenti Lega Nord e Fratelli d’Italia contro il Museo Egizio di Torino, accusato di aver lanciato – tra le sue tante iniziative  – un’offerta per le giovani coppie arabe alle quali si offrono due entrate con un solo biglietto. Venerdì scorso l’incontro tra la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e il direttore dell’Egizio Christian Greco, che aveva offerto alla candidata un libro sul Museo e spiegato che “il Museo è aperto a tutti” e che l’iniziativa per le coppie arabe è solo una delle tante. Ora torna la bufera dopo che al Museo è arrivata una nota di solidarietà dei comitati tecnici scientifici del MiBACT, ovvero gli esperti che affiancano il Consiglio superiore dei beni culturali. Nella lettera i tecnici del ministero guidato da Dario Franceschini si schierano accanto al Museo torinese, che tra l’altro è gestito da una fondazione, e al suo direttore esprimendo “solidarietà e condivisione per le sue scelte culturali aperte e intelligenti”. Ma nello stesso tempo stigmatizzano le critiche avanzate da Meloni spiegando che a loro avviso “nessuna scelta culturale debba essere oggetto di strumentalizzazioni e attacchi politici: la medesima formula oggi contestata, forse perché in periodo pre-elettorale – fanno notare –  è stata ideata e applicata dallo stesso Museo e senza alcuna contestazione già un anno fa”.

“L’appello in solidarietà del direttore del Museo Egizio Greco è molto retrò, in stile anni ’70 per i compagni ‘ingiustamente incarcerati’. Quegli anni del pensiero unico e dell’odio conforme, grazie a Dio, sono finiti. Criticare la politica di gestione di una istituzione culturale pubblica, come ha fatto Giorgia Meloni in modo civile davanti al Museo Egizio, è e deve essere assolutamente possibile in una Nazione libera. La campagna di comunicazione fatta dal Museo in arabo, infatti, con tanto di visual raffigurante una coppia con la donna velata, al di là della sua durata temporanea, è il sintomo della malattia dell’Occidente. Un pensiero debole che distrugge la propria storia e identità a favore delle altre. Una iniziativa ideologica e anti italiana”. Così Federico Mollicone, responsabile Comunicazione di Fratelli d’Italia. “Stiano tranquilli il direttore Greco e gli estensori dell’anacronistico appello: una volta al governo – aggiunge – Fratelli d’Italia realizzerà uno dei punti qualificanti del proprio programma culturale che prevede uno spoil system automatico al cambio del ministro della Cultura per tutti i ruoli di nomina, in modo da garantire la trasparenza e il merito, non l’appartenenza ideologica”.

“Qualcosa non va. Vengono date agevolazioni nella bigliettazione in un importante polo museale ad una fascia minore di popolazione, quella turistica, e non alla popolazione residente costretta a pagare il prezzo intero. Giorgia Meloni va a contestare la questione ed il Direttore del museo si prende i suoi 15 minuti sotto i riflettori. Probabilmente, se non avessero già chiuso le liste, ora sarebbe un candidato del Partito Democratico. Dal Ministero poi, a camere chiuse e senza possibilita’ di interrogazioni, vengono date valutazioni da alcuni comitati tecnici su un’azione politica dove si cita espressamente Giorgia Meloni. Una spiacevole intromissione durante la campagna elettorale. Qualcosa non va”. E’ quanto dichiara Bruno Murgia, deputato di Fratelli d’Italia membro della Commissione Cultura.

“Noi le persone competenti come Cristian Greco, con esperienza internazionale e indipendenti le abbiamo chiamate a dirigere i musei italiani. La destra minaccia di cacciarle perché non ubbidiscono. E’ proprio vero: il lupo perde il pelo ma non il vizio”. Così il ministro della Cultura Dario Franceschini, su Twiter commenta le dichiarazioni degli esponenti di FdI che, tornando ad infuocare la polemica sulle iniziative del Museo Egizio di Torino hanno annunciato che, se andranno al governo, interverranno sulla cultura con lo spoyl system di tutte le nomine ministeriali.

“Sono dichiarazioni di inaudita gravita’ che tradiscono la natura intollerante di costoro; sarebbe bene che i loro alleati in doppiopetto berlusconiano si pronunciassero”. Così Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, in risposta alla affermazioni della leader di FdiI Giorgia Meloni. “In ogni caso – aggiunge Chiamparino – per quel che mi riguarda esprimo solidarietà piena ed attiva a Cristian Greco lo difenderemo in tutti i modi e fino in fondo.

“Esprimo la mia piena solidarietà e quella della Città a Cristian Greco, direttore del Museo Egizio. Con le sue dichiarazioni Giorgia Meloni supera ogni limite”. Così l’assessora alla Cultura del Comune di Torino, Francesca Leon, commenta le parole della leader di Fratelli d’Italia. ” Vorrei anche ricordarle – prosegue Leon che quel ruolo non è nominato dal Governo. La cultura è un bene universale, di tutti e bene fa il direttore Cristian Greco a costruire percorsi per avvicinare le persone ad un patrimonio così importante, che siano studenti, anziani, famiglie, innamorati e anche chi parla arabo. Sono indignata da queste strumentalizzazioni che fomentano odio e richiamano ad un nazionalismo pericoloso e deleterio. Essere donne e uomini di cultura vuol dire costruire ponti, non innalzare muri”.


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