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Chiarezza per il paese

Politica italiana e internazionale

Anche dopo le imminenti elezioni, l’intento resta lo stesso: fermare l’incertezza economica. Francamente, dalla crisi si potrebbe uscire; però con un valido programma d’investimenti. Almeno, si riuscirà a tutelare il potere d’acquisto interno; ma senza la definitiva soluzione dei mali peggiori di casa nostra. Però le previsioni economiche non sono mai buona scienza.

A conti fatti, il nuovo Esecutivo, indipendentemente dalla sua composizione, potrebbe modificare l’attuale tendenza. In Italia, però, si continuerà a consumare di meno. Sembra un controsenso: gli istituti di credito traboccano di liquidità, ma nessuno è disposto a favorire gli investimenti; anche a medio termine. Chi ancora si può permettere certi “lussi” sarà maggiormente controllato e i “furbi”, che non sono pochi, potrebbero affrontare tempi difficili. Speriamo.

Però, i sacrifici non saranno equamente distribuiti. Non è una questione aritmetica, ma di buon senso. Tutti dobbiamo mangiare, far fronte alle utenze domestiche e agli impegni economici nei confronti di terzi. Se il nuovo Palamento dovesse rivedere la politica dei redditi, potrebbe proporre un meccanismo che preveda, almeno, che una parte del salario, e dei vitalizi previdenziali, sia aggiornato al costo reale della vita. Ciò anche tenuto conto che le pensioni, se si escludono quelle d’”oro”, non hanno avuto, in concreto, incrementi con gli obiettivi dei quali abbiamo scritto. Tuttavia, s’è ritenuto di far “lievitare” l’età pensionabile. Tornare indietro è difficile.  Mentre la campagna elettorale progredisce in modo diverso, i nostri dubbi circa la stabilità economica italiana ci sono sempre tutti. La “deriva” italiana resta, evidentemente, una realtà che la politica di “piazza” non è riuscita ad accertare. Dopo i risultati elettorali, sulla vitale questione, gioco forza, ritorneremo.

Giorgio Brignola


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