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Florida: massacro a scuola 17 morti

Estero

“Nessuno dovrebbe mai sentirsi non sicuro in una scuola americana”, questo il commento di Trump in un tweet a poche ore dalla notizia della strage.
Parkland, Florida, liceo Marjory Stoneman Douglas. Nikolas Cruz, studente di 19 anni espulso per problemi legati al suo comportamento, entra nell’istituto frequentato da circa 3.000 studenti e apre il fuoco con un fucile d’assalto simile all’AR – 15, ed è strage.
17 morti, tra studenti e professori. Un massacro. Lo raccontano le immagini, lo raccontano in diretta i social, dove gli studenti scampati postano video e commenti. È il terrore che diventa spettacolo e, ancora una volta, ci si interroga sulle ragioni che portano un ragazzo ad accanirsi in questo modo su quelli che erano i suoi compagni. 
Gli Stati Uniti non sono nuovi a questo genere di eventi. Troppo lungo l’elenco, basti citare il massacro della Columbine, nel 1999, e dire che stavolta le vittime sono state di più. 
19 sparatorie a scuola solo nel 2018, questo il risultato di una politica di tagli alle risorse per il sistema di controllo delle armi (il Gun Background Check System): una decisione che rischia di “minare in maniera significativa” gli sforzi per tenere fucili e pistole lontani da mani pericolose. È la denuncia delle associazioni che lottano contro la diffusione delle armi da fuoco che – dati alla mano – spiegano come i due programmi federali tesi a rafforzare i background check per verificare se chi acquista armi è malato o ha precedenti penali hanno subito un taglio delle risorse del 16%: queste sono passate da 73 milioni di dollari a 61 milioni di dollari.
E Nikolas Cruz tanto normale non era. Basta accedere al suo profilo twitter per accorgersene. Amava postare foto in atteggiamenti minacciosi, ovviamente armato di tutto punto, e i suoi stessi compagni di classe raccontano la storia di una persona malata, che certamente non avrebbe dovuto possedere un’arma, meno che mai un fucile d’assalto. “Qualunque cosa postava era sulle armi. È malato”, racconta un suo ex compagno di classe, mentre altri affermano che andava a scuola sempre armato.
L’elenco delle vittime non è ancora stato reso noto, le autorità hanno detto di voler prima avvertire i familiari. Ma già le prime indiscrezioni parlano di una professoressa eroica, che avrebbe protetto i suoi studenti facendo da scudo, e di uno degli allenatori della squadra di football, caduto sotto i colpi del folle, che ha attaccato indossando una maschera antigas, colpendo con lucida freddezza. 


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