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I buoni pagano per i cattivi!

CronacaPolitica italiana

In bolletta un pasticcio enorme.

Ci si è accorti che una cospicua porzione di crediti diligentemente indicati nei bilanci delle società energetiche sono sospetti. Da troppi anni stanno lì in attesa di essere onorati e quindi qualcuno ha cominciato a sospettare che siano inesigibili e cioè che non si tratta di “crediti” ma di “perdite” cioè da scrivere in un’altra parte del bilancio.. ben inteso queste società sono in buona compagnia: le banche hanno i loro NPL; Equitalia nei suoi pochi anni di vita ha riunito una massa faraonica di crediti inesigibili;…. Tutti li hanno e sono il frutto del rigore montiano unito alle politiche creditizie restrittive e quindi “procicliche” (eufemismo tecnico per dire in una sola parola che non contrastano il fenomeno recessivo che si vorrebbe combattere ma lo favoriscono ed accentuano….) poste in essere dal “professori” cui abbiamo affidato i nostri destini economici.

Oggi, grazie alle decisioni governative, uniremo alla beffa del nuovo costo, l’ingiuria che -aumentando le bollette per pagare questi crediti inesigibili- ci diranno che grazie ai nuovi incassi è aumentato il Pil!!! e quindi ci sentiremo dire che le cose vanno ancora meglio….

Qualcuno ha deciso di protestare subito: “io non pago”; altri si organizzano contro le bollette “ingiuste” (al fine di non pagare);… ma una perdita di un’impresa va messa in bilancio e quindi andrà o a ridurre gli utili (e quindi a carico dell’azionista-risparmiatore) o ad aumentare i prezzi delle tariffe (e cioè a carico del consumatore come la politica ha deciso di fare). L’idea di continuare a fare finta che sia tratti di un credito laddove non lo è, significa falsificare il bilancio. Si potrebbe pensare di addossare tale importo al bilancio pubblico; (chissà in quanti lo hanno pensato) ma già oggi quel bilancio è sgangherato ed in ogni caso si tratterebbe di far pagare le malefatte dei cattivi ai contribuenti cioè agli stessi che si vorrebbe graziare non aumentando i prezzi delle tariffe elettriche.

Da che mondo è mondo sono i buoni a pagare per i cattivi: è una specie di condanna biblica!

Certamente una grave corresponsabilità in questa vicenda è da ravvisare nella componente fiscale; a ben vedere infatti molti consumatori avrebbero onorato i propri debiti se le bollette fossero più leggere di quel 60 % (dico bene: sessanta per cento) di tasse ed oneri vari che troviamo in bolletta; non solo: anche l’ammanco che si è creato sarebbe ben più lieve se fosse più leggero di quel sessanta per cento. Anzi se la vogliamo dire tutta la stragrande maggioranza dei crediti inesigibili sono proprio tasse; questo significa che traslando la componente inesigibile sulle docili spalle dei clienti “buoni” si sta provando a far pagare alla parte solvibile della popolazione quelle tasse che la parte meno facoltosa non ha potuto onorare. Se poi si pensa che una parte di costoro sono imprese che subiscono la concorrenza di altre imprese estere che pagano l’energia molto meno di noi, si capisce che il loro rifiuto di pagare è un modo per conservare una riduzione di competitività che la mondializzazione non regolata ha prodotto.

Forse il legislatore avrebbe potuto autorizzare la traslazione delle bollette solo dopo loro depurazione delle tasse … oppure l’autorità per l’energia avrebbe potuto alleggerirle degli oneri impropri come il trasporto e altri (che non sono propriamente “giusti”); sarebbe stato più agevole il peso e nessuno avrebbe perso quei danari in quanto sono cespiti non percepiti e non percepibili; né si capisce come si possa pensare di addossare tasse ed oneri ad altri che non hanno consumato quella energia e che la compagnia elettrica incassa non per se ma per altri….

Certamente si tratta di un pasticcio enorme che certamente non si risolve cambiando arbitrariamente il nome del debitore e addossando l’onere ad altri, che sono rei solo del fatto di possedere ancora un piccolo gruzzolo risparmiato in anni di lavoro; anzi così facendo si replica quell’arbitrio che ha portato la politica a super tassare l’energia e che oggi ha prodotto il dissesto delle società energetiche e la deriva dell’economia tutta. L’arbitrio è ingiustizia somma e, prima o poi, porta ad ulteriore arbitrio … fino al collasso dell’intero sistema: è esattamente quello che sta accadendo.

Serve un cambio di passo enorme che risani l’economia non con qualche trovata tecnologica che lascerebbe tutto com’è continuando a premiare i despoti che ci governano, ma restituendo al diritto (quello vero) la sua signoria e cioè azzerando la prepotenza della politica che ha imposto il proprio arbitrio in ogni angolo della vita pubblica.

Più tardi si fa peggio sarà.

Canio Trione


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