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Elezioni al buio?

Politica italiana

Tra pochi giorni, le elezioni politiche si terranno con la nuova normativa denominata “Rosatellum”. Per il voto dall’estero, giacché la Circoscrizione resterà com’è, come novità c’è che candidati residenti in Patria potranno essere inseriti nel voto dall’estero. Ma non viceversa. La grinta, tuttavia, non mancherà. Come a scrivere che non saranno in pochi a tentare la”nuova via” per Montecitorio. Tuttavia la logica del potere dei partiti, almeno per come la conosciamo, non potrà cambiare più di tanto. Perlomeno, ci sembra utile auspicare una sorta di “pulizia”politica che dovrebbe essere favorita da chi intenderà gestire il potere per un’Italia differente.

Il cambiamento, però, dovrà essere reale. Di ciò, invece, mancano ancora concrete garanzie. L’impossibilità d’azzardare qualche proiezione è anche data dalla vergognosa mancanza di linee operative che facciano intravedere che razza d’Esecutivo potrà reggere il Paese in quelli che saranno, e di questo siamo sicuri, gli anni delle profonde trasformazioni nazionali. Se a ciò si somma la crisi economica, il disagio che ne deriva è assai più tangibile. Il male oscuro d’Italia, quello che dovrebbe trovare giovamento nella terapia del nuovo corso, è proprio l’incoerenza politica.

L’attuale situazione nazionale è un sintomo che non può essere trascurato. Tutto considerato, per tentare d’evitare mali maggiori, basterebbero poche idee; ma chiare e realizzabili. E’ inutile, se non dannoso, pretendere la soluzione di problemi che dovremo portarci sulle “spalle” ancora per anni. I tempi, soprattutto quelli economici, non hanno l’elasticità che i politici pretenderebbero. Dopo il 4 marzo, potremo presagire che fine faremo. Che cosa dovrebbe, però, cambiare nel Paese per consentire domani quello che è inopportuno oggi?  L’interrogativo implica diversi riscontri che la nuova legge elettorale non ha chiarito. Soprattutto sul fronte delle alleanze. Almeno sino ad ora. Le “preferenze”, comunque, saranno frutto dei convincimenti degli elettori, giusti o sbagliati che siano.

G.B


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