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L’ arte di essere assertivi

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“Comunicare” è un processo multi-sfaccettato e complesso. l’Uomo è un grande comunicatore. La sua è una capacità è innata, insita nel suo Dna. Il mezzo privilegiato per comunicare è il linguaggio. E’ linguaggio anche l’insieme dei gesti attraverso i quali esprimiamo il nostro consenso o diniego e che compongono la comunicazione non verbale. Essa non va sottovalutata perché è da essa che spesso e volentieri dipende il nostro successo nel modo di interagire con l’Altro. Se le parole non corrispondono alla nostra mimica facciale o alla nostra postura perdiamo inevitabilmente di credibilità. In queste occasioni “ciò che vogliamo comunicare” non corrisponde con “ciò che comunichiamo” e il nostro interlocutore lo percepisce.

 In diverse occasioni di quanto ci rendiamo conto di quanto sia più importante “come si comunica” il concetto che “il concetto vero e proprio”. Potremmo comunicare un “concetto fasullo” ma è “come lo si comunica” che cambia l’efficacia e il valore di esso.

La caratteristica che fa da coadiuvante ad una buona comunicazione è l’assertività. Essa è la capacità di esprimere i propri sentimenti, scegliere il modo di comportarsi in una determinata situazione, sviluppare la propria autostima e sicurezza nelle proprie idee. Non è una caratteristica costante ma è come l’umore e si modella e cambia in base ai periodi ai quali si applica. L’assertività ridefinisce i rapporti con gli altri generando un riequilibrio della fiducia in sè. L’assertività si ciba di autostima, gestione delle emozioni e dello spazio nel quale ci muoviamo. Grazie all’assertività riusciamo a dominare i concetti che comunichiamo rendendoli propri e gestiamo l’ansia e la paura che “parlare in pubblico” inevitabilmente può provocarci.

Secondo Domenico Di Lauro, formatore ed esperto di assertività, un processo assertivo si compone di cinque stadi:

– Stadio delle risorse emotive: imparare a riconoscere le proprie e altrui emozioni e gestirle in maniera autonoma ed efficace;

– Stadio dell’espressività: capacità di espressione delle proprie emozioni, espressioni e sentimenti anche negativi;

– Stadio del rispetto: educare al rispetto altrui e saper gestire i comportamenti passivi e aggressivi;

– Stadio dell’autostima: sviluppo della propria e altrui stima; imparare a contestualizzare l’autostima;

– Stadio dell’autorealizzazione: capacità di condurre la propria esistenza.

Mariangela Cutrone


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