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Fitto programma di relatori per la banca del sangue

Noi e la Salute

Il medico Matteo Carone guerriero sanitario all’ospedale della Murgia

Giovanni Mercadante

ALTAMURA – Il dott. Matteo Antonio Carone, figura rappresentativa dell’Ospedale della Murgia nell’ambito della banca del sangue, ha tenuto sabato 10 marzo 2018 la seconda festa del donatore “Emo Murgia”. Un guerriero della sanità, viene spontaneo  definirlo,  per la sua spiccata attitudine verso il prossimo. A dimostrazione di questa sua missione umanitaria ha preso in prestito una citazione  del generale cinese  Sūnzǐ  vissuto nel  V secolo a.C. che recita: Chi in cento battaglie riporta cento vittorie, non è il più abile in assoluto; al contrario, chi non dà nemmeno battaglia, e sottomette le truppe dell’avversario, è il più abile in assoluto.

Flemmatico, perseverante, tira dritto per la sua strada convinto di una giusta causa per il bene supremo della comunità territoriale. Una sensibilità, purtroppo, poco riconosciuta dai vertici della Regione Puglia. All’appuntamento non si sono  presentati né il Governatore Michele Emiliano né il Direttore generale dell’ASL/BA, Vito Montanaro, senza giustificato motivo. Neanche un messaggio di apprezzamento a tutte le figure professionali che hanno partecipato al convegno. Un vertice che ha snobbato non solo l’organizzatore, ma i massimi esponenti della sanità. Una caduta di stile che ha rattristato i numerosi partecipanti che, nonostante tutto, hanno relazionato nelle singole professionalità in tempi da record. Infatti, a  ognuno è stato riservato il tempo di 15 minuti, attenendosi al protocollo. Presente ai lavori il Dott. Attilio Guarino, Direttore del Dipartimento di ematologia oncologica del centro tumori Giovanni Paolo II di Bari; il dott. Pietro Scalera vicario dell’Ordine dei medici e il dott. Angelo Ostuni, referente del C.R.A.T. Regionale.

I temi affrontati sono stati numerosi, come detto innanzi, partendo dalla medicina generale  al rapporto ospedale-territorio, al biologo,  alla medicina palliativista, per puntare verso problematiche molto più critiche: l’ematologia, l’oncologia, la telemedicina, la gestione dei trapianti; l’immunoterapia, il mieloma multiplo, il melanoma, il linfoma.

La dott.ssa Angela Rosa Cagnazzo ha fatto osservare che nel 2017 le donazioni di sangue hanno raggiunto quota 6.000, definendo i donatori dei veri “correntisti” della banca del sangue. Qualcuno ha detto che  l’attribuzione di banca sembri pleonastico; mentre sarebbe più appropriato chiamarla “cooperativa del sangue”.

              

 

Da sinistra; dott. Pietro Scalera, dott. Attilio Guarini,  dott. Michele Armienti, Cosn. Reg. Mario Conca, dott. Matteo  Carone

Il centro di raccolta del sangue, secondo  il dott. Matteo Carone, deve intendersi come “salva-vita”. Come  negli obiettivi  dell’imprenditore agricolo Vito Ninivaggi, suo sostenitore, a cui è legato da vincoli di amicizia sin dalla tenera età, e con cui si è gemellato da circa trent’anni portando avanti un  futuristico progetto “salva-pianeta”: la ferrovia gommata sospesa.

Infatti, la stampa nazionale gli sta dedicando ampio spazio  al fine di sensibilizzare i rappresentanti degli enti comunali a cambiare rotta nella mobilità urbana. Insomma, chi ha una visione, parla col cuore, ha dichiarato il dott. M. Carone.

L’AMO/Associazione domicilio oncologico ha eseguito l’anno scorso oltre mille trasfusioni a domicilio. Sono state create quattro macro-aree: Bari, Lecce, BAT,  insieme a Bitonto e Monopoli.

L’obiettivo è di portare gli impianti di trasfusione direttamente a domicilio anche  con sacche nutrizionali, a cui possono seguire la riduzione dei costi in rapporto ai dolori dei pazienti e  una migliore qualità della vita.  Se si considerano i costi di ospedalizzazione molto più elevati, questa sarebbe la soluzione ottimale.

Con l’occasione il dott. M. Carone ha appuntato a diversi suoi sostenitori la medaglia dell’Associazione EMOMURGIA, tra cui a due colleghi giornalisti Onofrio Bruno della Gazzetta del Mezzogiorno e a Michele Cannito, direttore del periodico LA NUOVA MURGIA.

                                                 L’imprenditore Vito Ninivaggi inventore della Ferrovia gommata sospesa


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