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Hong Kong: Li ka-Shing si ritira alla soglia dei 90 anni

Estero

Tycoon a capo impero economico, asset per 36 mld dollari

Li Ka-shing, il primo miliardario di Hong Kong con una fortuna stimata da Forbes in 36 miliardi di dollari grazie a un impero che spazia dall’immobiliare alla telefonia, ha annunciato il ritiro alla soglia dei suoi 90 anni. Il tycoon, soprannominato “Superman”, ha annunciato in una affollata conferenza stampa la rinuncia alle cariche di presidente e direttore esecutivo di CK Hutchison Holdings dopo l’assemblea annuale di maggio, con il passaggio dei poteri a favore del figlio Victor.

Li Ka-shing, considerato l’uomo pu’ ricco dell’Asia, e’ uno dei 23 Paperoni piu’ ricchi del mondo. Soprannominato ‘Superman’, per i suoi ‘super poteri’ negli affari, Li e’ a capo di una conglomerata multinazionale che spazia dalle tlc, ai container, ai supermercati, agli immobili, all’energia, ai servizi internet. La sua vita e’ l’avventurosa storia di un self made man con gli occhi a mandorla. Eccone le tappe (e i successi) principali.

DAI FIORI DI PLASTICA AI GRATTACIELI 

Li nasce nel 1928 nella cinese Chaozhou, si salva dai bombardamenti giapponesi che devastano la sua citta’ natale e, con la sua famiglia scappa nella vicina Hong Kong, allora protettorato britannico. Qui nel 1950 inizia a produrre fiori di plastica, fa i soldi e investe negli immobili, una miniera d’oro, dai quali ricava grossi profitti, tira su grattacieli, vara navi, immagazzina le merci.

GLI INVESTIMENTI ALL’ESTERO E LA VITA FRUGALE

Fin dagli anni ’80 investe all’estero, in particolare in Canada, nel settore dell’energia e negli immobili, ma anche in Gran Bretagna, Nuova Zelanda, Olanda, Portogallo. E naturalmente in Cina, dove i guadagni negli anni Novanta sono favolosi. Li diventa in Asia quello che Carlos Slim e’ diventato in Messico, un Re Mida, un tycoon degli affari piu’ potente di qualsiasi politico. Ha sempre condotto una vita abbastanza semplice, frugale, solo con l’eta’ ha finito per cedere alla tentazione di vivere da miliardario concedendosi la villa piu’ maestosa sotto il Victoria Peak, un palazzo sontuoso a Shou Ji Tianfu, il maxi-yacht ‘Sunseeker’, spostamenti in elicottero o a bordo del suo jet personale ‘Gulfstream 550’.

L’ADDIO AGLI AFFARI E LA VENDITA DEI ‘GIOIELLI’ CINESI

Piu’ recentemente Li ha disposto la sua successione, ritirando gli investimenti dalla Cina e da Hong Kong e spostando capitali dei paradisi fiscali. Ha venduto la sua partecipazione nel grattacielo Center – uno dei gioielli el suo portafoglio immobiliare a Hong Kong – per un valore record di 5,2 miliardi di euro. In precedenza aveva annunciato di voler fondere e poi dividere le sue due maggiori societa’: ‘Cheung Kong Holdings’, a cui fanno capo le attivita’ commerciali e industriali in 50 Paesi, e ‘Hutchison Whampoa’, che controlla immobiliare, infrastrutture e telecomunicazioni in 14 nazioni, tra cui il marchio ‘3’, attivo anche in Italia. Il suo patrimonio e’ stimato intorno ai 100 miliardi di dollari e le sue aziende danno lavoro a 310.000 persone in oltre 50 paesi. La sua decisione di ristrutturare il patrimonio, asciugando le partecipazioni in Cina e a Hong Kong e diversificando all’estero, non e’ piaciuta alle autorita’ di Pechino, che lo hanno bacchettato sulla stampa di regime. Lui comunque non si e’ scomposto e dopo l’annuncio del rinnovamento, quando gli e’ stato chiesto se si stava preparando a passare il testimone a suo figlio, Li ha riconosciuto che avrebbe dovuto ritirarsi un giorno. “Le piste sono state tracciate, ognuno ha un obiettivo, e’ una buona cosa per le fondamenta della compagnia”, ha detto.


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