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Il Bari impatta sullo zero a zero a Cittadella

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Cittadella (PD) – Profumo di serie A, oggi al Tombolato, col Cittadella a ridosso delle prime tre, ed il Bari che deve recuperare una gara il due aprile contro l’Avellino, Bari ad un gradino più dietro ma con tre punti in meno della squadra veneta.
Senza ben otto giocatori più o meno titolari (Sabelli e Galano, partenti dalla panchina, n.d.r.), il Bari di Grosso si è apprestato a giocare qui, in terra veneta, a due passi dalle bellissime ville palladiane, belle come il gioco che avrebbe potuto e dovuto far vedere sul rettangolo di gioco ma che, di fatto, non ha fatto vedere.
L’allenatore, ieri, aveva detto che questa partita gli sarebbe servita per capire a che punto di maturità fossero i suoi, ha parlato anche di una gara da gestire a trazione anteriore con la quale avrebbe voluto che i suoi gestissero la gara, ed un blitz, da queste parti, in effetti, avrebbe sicuramente spazzato via qualsivoglia malumore generato dai due deludenti pareggi interni consecutivi. Ma così non è stato, anzi, è stato il Cittadella a credere di più nella vittoria che il Bari il quale, praticamente, non ha quasi mai tirato in porta, o meglio, lo ha pure fatto, ma non è apparso quasi mai pericoloso.
Bari con ben otto giocatori a rappresentare otto nazioni e solo tre italiani in campo, senza Galano e Sabelli titolari, quest’ultimo reduce da problemi intestinali (entrambi in panchina, però), Grosso ha schierato una formazione diversa rispetto a quella che ormai è la colonna portante della sua squadra, vale a dire Micai tra i pali, Anderson e Balkovec terzini, Marrone e Diakhitè centrali difensivi, Basha, Tello e l’imprescindibile Henderson a centrocampo, Cissè, Improta e Kozak in attacco.
Il secondo taumaturgo, dopo Foscarini, Venturato, invece, ha risposto con Alfonso tra i pali, Scaglia e Varnier centrali di difesa, Pelagatti e Salvi terzini Iori, Schenetti e Settembrini a centrocampo, Chiaretti dietro Kouame e Vido schierati ìn attacco.
Pronti via e, dopo un paio di opportunità procurate dal Cittadella, entrambe smorzate dalla difesa barese, è stato subito il Bari a rendersi pericoloso con Cisse’ che al 3′ ha sferrato un tiro pericoloso dal limite dell’area di rigore veneta, parato coi pugni da Alfonso. Sarà, questa, l’unica opportunità per il Bari perché, poi, è stato il Cittadella a prendere il comando del gioco confezionando una grossa opportunità con Salvi che è andato a staccare di testa ma ha trovato Micai a respingere anch’egli di pugni.
Insomma il solito Bari che nel primo tempo quasi sadicamente ama farsi schiacciare dalle squadre avversarie, con qualche affanno di troppo ma sempre precisi, mai in pressing, incapace di imbastire un’azione degna di nota, magari un contropiede, e quasi sempre indietro ad aspettare il Cittadella che, ovviamente, non chiedeva di meglio.
Al 33′ Micai, – oggi il migliore in campo – tra gli scudi con una doppia parata nel giro di tre secondi, la prima su un tiro di Iori, la seconda su un altro di Vido (poi risultato in fuorigioco), parate con le quali ha negato il gol al Cittadella.
Poi c’è stato un gol di Kouame segnato, però, in fuori gioco: insomma, come dire che il gol era nell’aria ma per fortuna del Bari non è mai arrivato.
Solo al 42′ abbiamo registrato un alleggerimento da parte del Bari che ha profuso un paio di opportunità (dunque, non occasioni) in attacco con Henderson che ha crossato per Kozak, puntualmente respinte da Alfonso che con una parata ed una smanacciata sull’ariete biancorosso, ha respinto il pericolo.
Insomma l’impressione è quella che Grosso, come sempre, volesse contenere il primo tempo, con tutti i rischi e pericoli scaturenti, per poi svegliarsi nel secondo, magari con il subentro di Brienza con cui si sarebbe incominciato a giocare ottenendo qualche punto in più.
Iniziato il secondo tempo ed il Bari è apparso sensibilmente diverso dimostrando una grinta, un approccio diverso rispetto al primo tempo, tanto che al 2′ Balkovec ha provato, con un sinistro da fuori area, a tirare in porta trovando Alfonso pronto a respingere il pallone sopra la traversa.
Partita che è sembrata aperta a qualsiasi risultato in quanto anche il Cittadella ha cominciato a pungere in attacco con pericolose giocate tra Chiaretti, Vido e Kouame.
Al 12′ palla gol per Koumame che, di fronte al portiere, non è riuscito a spedire in gol il pallone perché Micai glielo ha sradicato dai piedi uscendo anch’egli coi piedi.
Al 15′ pericolo su punizione di Salvi il cui tiro è stato deviato dalla barriera finendo di un soffio fuori e sul corner Diakhitè ha rischiato l’autorete con un colpo di testa.
E al 20′, ecco il solito, puntuale, cambio per Grosso: dentro sua “provvidenza” Brienza e fuori Kozak che oggi non si è praticamente visto: pochi i palloni per lui. Brienza, un lusso per la categoria nonostante la sua autonomia ridotta. Questa mossa ha previsto lo spostamento di Cissè come centrale d’attacco e Brienza con Improta sulle fasce esterne.
Grosso ha cominciato a sentir l’odor del colpaccio in quanto ha fatto entrare pure Galano al 28′ al posto di Henderson, oggi, come martedì scorso, parecchio nervoso (cartellino giallo per lui). Ma i subentrati, oggi, non hanno alzato il tasso di pericolosità. Transeat per Brienza che, forse, è stato ben marcato, ma Galano è apparso davvero sotto tono. Chissà cosa gli sta succedendo. Ci auguriamo ritorni subito quello che tutti conosciamo.
Anche Venturato ha cambiato la coppia di attaccanti con altri due omologhi ma il risultato è rimasto lo stesso.
Ancora doppia respinta di Micai al 33′ su Pelagatti, di pugno, e poi su Arrighini, ma era in fuori gioco.
Al 34′ lo stesso Arrighini ha sbagliato su contropiede la più evidente occasione per andare in gol involandosi sulla destra, entrando in area indisturbato e tirando di un soffio al lato di Micai. Poteva essere il vantaggio del “Citta”.
Al 38′ da segnalare l’esordio per Empereur al posto di Diakhitè uscito per un leggero infortunio.
Ancora il Cittadella, sul finale, a rendersi pericoloso come al 44′ su punizione, un gran tiro di Salvi che ha aggirato la barriera ed è terminato di un soffio al lato nonostante Micai sembrasse sulla traiettoria.
Termina così la gara con un punto a testa. Il Bari è apparso solo a tratti vivo ed attivo ma per il resto della gara, invece, ha dovuto contenere. Sei i risultati utili consecutivi per i biancorossi che – lo ricordiamo – ha sempre una gara da recuperare.
L’unica certezza è quella che da quando è retrocesso, il Bari, per la prima volta sta dando l’idea di non smuoversi dai playoff, però occorre cambiare approccio alla gara perché i risultati hanno sancito che il Bari ha sempre subito il gioco delle avversarie. E non sempre può uscire un pareggio, peraltro, senza mai convincere, anzi, dando l’impressione di meritare la sconfitta, così come accaduto anche quando ha vinto, come è successo a Cremona e come accaduto col Frosinone, ma in generale come accaduto con molte squadre con le quali ha ottenuto punti. Non bastano le giocate individuale a gestire una gara perché il pericolo è sempre in agguato. Altre squadre stanno raggiungendo i playoff (Perugia), mentre lassù, escluso l’Empoli, sembra essere tutto alla portata. Occorre, dunque, osare e far qualcosa di più.


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