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Pittella su deposito nucleare in Basilicata

Ambiente & TerritorioBasilicata

Calenda: la lista c’è ed è giusto che i cittadini la conoscano

BASILICATA – “Comunico sin d’ora la netta e non negoziabile contrarietà della Regione qualora dovesse essere la Basilicata individuata tra i possibili siti, come già avvenuto in passato. Saremo pronti in quel caso ad una seconda ‘Scanzano'”. Così il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, in merito al “decreto per la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee al deposito nucleare di superficie”.

Nel 2003 Scanzano Jonico (Matera) fu designata dal Governo per ospitare il sito unico, ma dopo una forte protesta popolare il decreto fu ritirato.

“Apprendo – aggiunge Pittella – la notizia per la quale il Ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, si dice pronto a varare entro la prossima settimana il decreto per la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee al deposito nucleare di superficie”.

Pittella pur essendo consapevole che il documento in questione “è un mero elenco ed è ancora lontano per iter ad individuare una mappa definitiva e per quanto esso sia secretato” si dice quindi comunque contrario.
” Mi rivolgo – afferma Pittella – a chi ha vinto le elezioni e sarà chiamato a governare il Paese, affinché prenda atto della assoluta indisponibilità della terra lucana ad essere sito nazionale di deposito delle scorie”.

Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, spiega che la pubblicazione della mappa dei siti adatti per il deposito nucleare “è un impegno preso con Parlamento e Ue”, e aggiunge che altrimenti si rischia che “saltino accordi internazionali per lo stoccaggio temporaneo. Perché sono pronto a scommettere che il prossimo Governo non lo farà in tempi ragionevoli. Perché la lista c’è ed è giusto che i cittadini la conoscano”.
Il governo Gentiloni “intende completare, nei limiti temporali del mandato, le fasi che è possibile concludere” della procedura per la realizzazione del deposito nazionale delle scorie nucleari, “evitando stalli e ulteriori ritardi”, scrive in Ministero dello Sviluppo economico in una “Nota informativa sulla Cnapi” (la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee).

 

 


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