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La foto di Alberto Ongaro e disordinati pensieri

Cronaca

Ho ricevuto, via mail, una fotografia di Alberto Ongaro ancora giovane, con su scritto, in alto: “Ho guardato questa foto tutto il giorno. Il mio amico di una vita Alberto Ongaro, ci ha lasciato. Dietro di lui Hugo Pratt, che anche ci lasciò. Siamo sempre più soli! Addio Alberto!”.

E’ stato Enzo Apicella ad inviarmi la foto. E lui ha scritto quelle parole. Alberto Ongaro è morto alla bella età di 92 anni. Anche lui, apprendendo della morte di amici più giovani di lui, si sarà sentito sempre più solo. Il destino di chi vive a lungo ed ha amici di una vita, è inevitabilmente di sentirsi sempre più solo. Enzo Apicella ha 95 anni. Ho risposto ad Apicella che mi dispiace molto, non per Alberto Ongaro, sono sincero, che non era mio amico e neppure conoscente, ma per lui, per Enzo,  che magari ha pianto guardando quella fotografia tutto il giorno. Gli ho anche detto, e non so se ho fatto bene, che io non ho amici di una vita. Altre morti mi addolorano profondamente, anche se non si tratta di amici di una vita.

Questo non gliel’ho detto. Mi ha addolorato profondamente la morte di un collega e amico di mia figlia, che non conoscevo personalmente. Non era un amico. Era il papà giovane di un bambino di cinque anni. Mi ha addolorato profondamente la morte di un vicino di casa. Non era giovanissimo, ma neppure anziano.  Forte, alto, robusto, sempre disponibile a dare una mano agli inquilini in caso di bisogno. Nell’arco di neppure tre mesi, se n’è andato. Mi è parso come se fosse stata tolta una colonna di cemento alle fondamenta del palazzo. Certo, la sofferenza sarà più acuta per chi vede morire anzi tempo l’amico di una vita.

Ma a 92 anni si può anche morire. Certo, non mi dispiacerebbe vivere senza malanni ancora tredici anni per raggiungere l’età di Apicella. Io 95 e lui 108, età in cui potrebbe lasciarci. Allora io guarderei la sua fotografia non dico tutto il giorno, ma almeno per un poco: “Enzo Apicella, amico non di una vita…“. E se muoio prima io? L’amico non di una vita, Enzo Apicella, guarderà almeno per un poco la fotografia di Renato Pierri, si sentirà sempre più solo?

Renato Pierri


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