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Lettera aperta al futuro primo ministro

Emigrazione

Pur non conoscendo il suo nome, né il partito nel quale milita, ritengo opportuno manifestarle il mio punto di vista sul contesto della nostra Comunità’ fuori dei confini nazionali.

Oltre cinquantacinque anni di giornalismo al servizio dell’Emigrazione italiana credo possano spiegare il pensiero che desidero esporle.

Da noi, l’Emigrazione continua a non fare notizia. Dei nostri Emigrati, oggi meglio noti come “italiani all’estero”, ci s’interessa, a mio avviso, marginalmente. Ci si ricorda di loro solo al momento del voto.

 Quando la politica dei numeri rispolvera la loro cittadinanza e il diritto di contare anche nella Penisola. Eppure, l’Italia è stata, per secoli, terra d’Emigrazione. Ora il fenomeno sembra essersi intensificato e i problemi a esso correlati anche.

 A questa nostra fitta Umanità si dovrebbe offrire una migliore rappresentatività politica in Patria.

Che scarseggi l’impegno per cambiare, si percepisce in modo palese. Quello che manca è la concreta possibilità d’essere più che di sembrare. Rinviare resta più semplice che fare. Insomma, pare ancora lontano uno sviluppo nel tessuto socio/politico per i Connazionali altrove.

 Ora, se “il piatto piange”, non si tirino in ballo anche gli italiani all’estero. Chi vive lontano dal Bel Paese ha già sacrificato molto. Adesso, chiedere al Parlamento un loro coinvolgimento nella realtà nazionale potrebbe essere uno dei punti d’impegno del suo mandato. Credo di non essere il solo a sperarlo. Vedremo, dopo Pasqua, come si evolverà il “caso” della governabilità della Penisola e del ruolo degli Italiani all’estero.

Giorgio Brignola

Coordinatore Osservatorio dell’Emigrazione Italiana nel Mondo

segreteria.oeim@gmail.com

redazione@corrierenazionale.net


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