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Il vescovo Sanguineti dovrebbe chiedere scusa a Dio

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«La tendenza omosessuale non è peccato, ma qualcosa di disordinato rispetto all’ordine della natura. Non sarà quella la strada che ti fa felice. Però a questo punto la libertà è tua, giocatela tu. Sappi che ci sono degli omosessuali cristiani che, magari con fatica, accettano di dire: sono in questa condizione, non la voglio, accetto di non assecondare questo orientamento, di viverlo come un affetto, un’amicizia, di non dargli una stabilità sessuale. Questa è una fatica, certo, la vita è fatta anche di fatica, ma c’è una situazione di omosessuali cristiani che fanno delle scelte che alla fine li rendono contenti».

Sono le parole pronunciate dal vescovo Sanguineti, durante un incontro con un centinaio di studenti dell’Istituto professionale di Stato per l’industria e l’artigianato (Ipsia) Luigi Cremona, di Pavia.

“La tendenza omosessuale non è peccato”. Ma guarda un po’, ci voleva un vescovo per spiegare che non è peccato. E chi se lo immaginava? La dottoressa Alessandra Bialetti, che riporta sul blog “Come Gesù” alcuni articoli sul fattaccio del vescovo di Pavia, scrive, tra l’altro: “Il nostro intento non è quello di sovvertire alcun elemento della dottrina, di convincere a cambiare posizione o di indottrinare ma di costruire un’apertura al dialogo, un’accoglienza della multiforme e complessa esperienza umana, un incontro con modi di vedere, sentire e pensare che ci aiutino a integrare le differenze facendo dialogare le nostre vite. E attraverso la contaminazione scoprire più ciò che ci unisce che ciò che ci divide”.

E si sbaglia, a mio parere, giacché intento di tutte le persone buone e oneste dovrebbe essere innanzi tutto quello di indurre la Chiesa a cambiarla la Dottrina che riguarda la morale sessuale. Perché è proprio questa Dottrina a offuscare l’intelligenza e a indurire i cuori, sino al punto da spingere un vescovo a tenere discorsi del genere, non pensando che tra quegli studenti potrebbe esserci un ragazzo che, sentendosi “disordinato”, nato male, potrebbe anche meditare di riordinarla, la natura, suicidandosi. Non è la prima volta. Ma che importanza ha?

La tendenza omosessuale non è peccato, gli atti di omosessualità sono peccato. Nell’amore tra due persone omosessuali, gli uomini della Chiesa non vedono lo “spirito”, ma solo il sesso. Visione materialistica, cara alla Chiesa quando si parla di omosessualità.

Peccato che qualche studente non abbia anche chiesto al vescovo chi ha stabilito che il disordine (ammesso che di disordine si tratti) sia necessariamente un male.

Io credo che questo vescovo prima di chiedere scusa alle persone omosessuali, dovrebbe chiedere scusa a Dio.     

Renato Pierri

 


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