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Quel patrimonio sottovalutato delle nostre montagne

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BERGAMO – Il nostro territorio montano ha un patrimonio spesso molto sottovalutato: la sua flora. Le montagne bergamasche vantano infatti un grande numero di specie endemiche, fiori e piante che crescono solo sulle Orobie. Ci sono appassionati e ricercatori che vengono appositamente per vederle. Chilometri e lunghe camminate appagate dalla bellezza di queste specie. Difficile per i non esperti ricordare i nomi, spesso in latino, difficile dimenticare invece la loro bellezza.

Per parlarne ieri sera a Parre si è tenuto un incontro promosso dall’associazione Il Testimone in collaborazione con il Fab, Flora Alpina Bergamasca e introdotto da Anna Frattini.

«La flora bergamasca conta circa 2300 entità – spiega Luca Mangili, presidente della Fab (associazione Flora Alpina Bergamasca), si tratta di un numero notevole, un ⅓ delle specie italiane. Alle quote più elevate ne contiamo circa 800, sopra i 2400 metri, quota dove l’intervento antropico è praticamente zero, sono 288. Di questa una decina sono esclusive della bergamasca, ma nell’insieme le specie endemiche, con areale ristretto sul nostro territorio sono diverse decine. Questo è un fatto abbastanza particolare e importante all’interno della flora italiana».

«L’associazione Fab è nata 30 anni fa – spiega Mangili -. All’inizio aveva lo scopo di studiare la flora bergamasca solo alpina. All’attività di studio si accompagna quella di divulgazione per fare conoscere a tutti quelle che sono le nostre scoperte e acquisizioni. La flora bergamasca è tra le più ricche dell’arco alpino, questo è un fatto poco considerato dai bergamaschi in genere e da chi dovrebbe prendersene cura, sia dagli amministratori, sia da chi dovrebbe predisporre i piani di governo del territorio».


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