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Mostra collettiva Art Nordic 2018 a Copenaghen (Danimarca)

Arte & Moda

Evento: Mostra collettiva Art Nordic 2018. Luogo: Lokomotivvaerkstedet Otto Busses Vej 5° – 2450 Copenaghen (Danimarca)

Data: 20-22 aprile 2018-

Curatore: Maria Grazia Todaro, Art Director QueenArtStudio Gallery Padova

Dopo aver portato la sua opera “Contaminazione in proiezione” e il nome di Massafra a Firenze, Venezia, Monreale, Nicola Andreace da Massafra  approda in Danimarca, a Copenaghen, nella più grande fiera d’arte della Scandinavia, dove la dinamica Maria Grazia Todaro, gallerista, critico, organizzatore di eventi culturali e artistici, di lui espone “Storia dell’uomo”.  Nicola Andreace, che, durante la sua vita, sempre ha privilegiato la scelta di operare nel suo territorio, rinunciando ad un percorso più breve ed agevole verso il successo fuori dalla Puglia , animato da un indomito  campanilismo, destinò alla sua comunità, da cui era ispirato, un repertorio generoso di icone, che presentavano scorci di Massafra, visioni esistenziali della sua gente, vivacemente ritmate in forti o dorate cromie, con equilibrio spaziale e prospettico, con  gioco di rimandi, di allegorie e di astrazioni metaforiche.

Nell’opera “La storia dell’uomo”(T.M. su tela, cm.50×70), realizzata nel 2010, in mostra a  Art Nordic  2018  di Copenaghen (Danimarca),dal 20 al 22 aprile,( presente su locandine, sul sito ufficiale di Queen Art Studio Padova, sul catalogo cartaceo e sul  catalogo on line, dove rimarrà per 5 anni), Andreace anima di vita le immagini con prodigiosa sicurezza di tratto. Racconta con simboli che il tempo fluisce sulle cose del mondo (orologio), ma, nonostante i rinnovamenti e i cicli evolutivi, gli uomini provano sempre in ogni epoca e in ogni luogo gli stessi sentimenti [(la passione, l’amore per la famiglia, il rispetto per sé, per gli altri, per la natura, per la memoria (libro)]. Svelando il mondo nascosto tra i valori universali e il velo dell’infinito, mentre avvolge di luce la composizione, esprime il suo stato d’animo di adesione alle cose e alla gente, linfa vitale delle sue opere pittoriche e grafiche, piene di speranza di una vita più vivibile, se saranno tenuti in conto i veri valori esistenziali”.

Di lui José von Roy Dalì- (figlio di Salvatore Dalì, critico e pittore anche lui)- scriveva: ” …Quelle di Nicola Andreace sono opere che toccano i temi generali della filosofia in un linguaggio che diviene interpretazione di un’analisi psicologica. Visi accattivanti ravvivati da sprazzi di luce e zone di ombra diventano simbolo e araldi del dinamismo evolutivo del tempo. La bellezza, la libertà, l’armonia. Volti, sguardi, braccia e quant’altro si rivolgono sinceri allo spettatore, raccontando lui e i suoi intimi segreti. E difatti l’intento dell’artista è cercare di narrare agli altri il turbinio di emozioni umane…”


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