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Alfie e’ morto. I genitori, ‘il nostro gladiatore si e’ arreso’

Estero

“Al nostro bimbo sono spuntate le ali intorno alle 2.30. I nostri cuori sono spezzati. Grazie a tutti per il sostegno”. Cosi’ la mamma del piccolo Alfie, Kate James, ha dato l’annuncio della morte del figlio su Facebook. “Il mio gladiatore si e’ arreso e si e’ guadagnato le ali. Abbiamo il cuore spezzato. Ti voglio bene figlio mio”, scrive il padre, Thomas Evans sempre sul social network.

Il piccolo Alfie Evans è morto all’ospedale Alder Hey di Liverpool, dove era ricoverato: lo hanno annunciato i genitori in un messaggio postato su Facebook. “Il mio piccolo gladiatore ha posato il suo scudo, le sue ali sono spuntate alle 2.30”, hanno scritto i genitori Kate James e Tom Evans. Giovedì scorso l’Alta Corte di Manchester aveva negato alla famiglia il permesso di trasferire Alfie – affetto da una malattia neurodegenerativa incurabile – in Italia, lasciando però aperta la porta ad un possibile ritorno a casa.
Un ultimo disperato appello nella notte via Facebook, ai sostenitori dell’Alfie’s Army, a mandare “preghiere” e “100 profondi respiri al nostro guerriero”. E’ arrivato da Sarah Evans, zia del piccolo Alfie, il segnale della crisi fatale per il bambino, dopo una giornata trascorsa ieri apparentemente senza novita’, con i genitori, Tom e Kate, ormai rassegnati alla fine delle speranze di un trasferimento in Italia e impegnati a dialogare con i medici dell’ospedale Alder Hey di Liverpool sulla possibilita’ di riportarlo a casa.

Il piccolo Alfie Evans e’ morto. L’annuncio e’ arrivato stamani dai genitori, i giovanissimi Tom e Kate, che hanno voluto condividere su Facebook il dolore per la perdita del figlio di 23 mesi, colpito da una grave quanto ignota patologia neurodegenerativa. “Al nostro bimbo sono spuntate le ali intorno alle 2.30. I nostri cuori sono spezzati. Grazie a tutti per il sostegno”, scrive mamma Kate. “Il mio gladiatore ha posato lo scudo e si e’ guadagnato le ali. Abbiamo il cuore spezzato. Ti voglio bene ragazzo mio”, sono le parole commoventi del padre Tom. Un ultimo disperato appello ai sostenitori dell’Alfie’s Army, a mandare “preghiere” e “100 profondi respiri al nostro guerriero” era arrivato nella notte, sempre via Facebook, da Sarah Evans, zia del bambino.Alfie e’ stato protagonista di una battaglia tra gli operatori sanitari inglesi che volevano ‘staccare la spina’ del respiratore e un vasto movimento che ha supportato i genitori nella richiesta di mantenerlo in vita. Alla fine, la sera del 23 aprile, i medici dell’Alder Hey Hospital di Liverpool hanno ottenuto l’autorizzazione della giustizia britannica a staccare la spina. Alfie ha continuato a respirare nel suo lettino, fra la braccia di mamma Kate, anche senza l’ausilio del ventilatore meccanico. L’Italia aveva concesso la cittadinanza perche’ venisse curato dall’ospedale Bambin Gesu’ di Roma o al Gaslini di Genova, ma la Corte d’Appello e’ stata irremovibile e ha respinto la richiesta dei genitori. In queste ore si attendeva la decisione dei medici che dovevano autorizzare il trasferimento del bimbo a casa per garantirgli comfort e dignita’. Ma Alfie si e’ arreso ed “e’ volato via”.

Nato nel maggio 2016, Alfie era ricoverato dal dicembre dello stesso anno nell’Alder Hey Children’s Hospital di Liverpool con il quale i genitori del piccolo hanno portato avanti un’aspra legale per cercare di bloccare la decisione di staccare il respiratore che lo teneva in vita. Dopo che l’Alta corte britannica aveva respinto l’appello dei legali dei genitori, lunedì scorso i medici dell’ospedale britannico avevano staccato il respiratore al piccolo, cui l’Italia intanto concedeva la cittadinanza nel tentativo di favorire il trasferimento a Roma per “assicurare al minore ulteriori sviluppi terapeutici, nella tutela di preminenti valori umanitari che, nel caso di specie, attengono alla salvaguardia della salute”, come si legge nella nota del Consiglio dei ministri del 24 aprile. Mercoledì scorso però la Corte d’Appello di Londra ha respinto un nuovo ricorso della famiglia, bocciando l’ultimo tentativo di trasportare il piccolo in aereo dall’ospedale Alder Hay di Liverpool al Bambino Gesù di Roma.
 


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