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Beppe Grillo. ‘governo? Lo vedo bene, o si torna al voto’

Cronaca

“La vediamo molto bene ma si puo’ sempre tornare alle elezioni…”. Cosi’ Beppe Grillo si e’ limitato a rassicurare sulla situazione politica alcuni fan che lo hanno atteso all’uscita del teatro di Casalmaggiore, dove ha fatto tappa col suo spettacolo. Nessun accenno diretto pero’ da parte sua alla trattativa fra M5S e singole forze politiche, a partire dal Pd, per la formazione del governo.

“Ho passato l’infanzia con un serial killer, pensa se mi fa paura uno del Pd o di Forza Italia…”: Beppe Grillo ha chiuso con questa battuta il passaggio del suo spettacolo ‘Insomnia’ in cui come di consueto ha ricordato la sua infanzia e ha sostenuto di essere stato vicino di casa e conoscente di Donato Bilancia, a Genova. Grillo e’ sul palco del teatro ‘Zenith’ di Casalmaggiore, piccolo centro sull’argine del Po. “Ci si aspetta che io parli di politica ma io non ne posso piu’. E’ una realta’ criptata che non riesco a capire neanche piu’ io. Non ne posso piu’ di questa sinistra mi annoia e muore di noia”. Così Beppe Grillo durante il suo spettacolo. Tornando alla sinistra ha aggiunto “fa annoiare tutti i giovani che hanno bisogno di storie, di narrazioni, futuro”. Sul palco con lui ci sono due robot che il comico e fondatore del Movimento 5 stelle ha chiamato le sue “Collaboratrici dudu’ e dada’. Il futuro potrebbe gia’ essere questo ..eppure a noi ci hanno mandato a pulire i cessi” ha concluso senza citare pero’ Berlusconi.

“Il sistema creato da Gianroberto e’ il sistema Rousseau, lo sta portando avanti molto bene il figlio Davide”, ha detto Beppe Grillo ricordando l’amico “scomparso troppo presto” Gianroberto Casaleggio e elogiando il figlio Davide. “Questo movimento non vuole sostituire un potere con un altro – ha spiegato – ma dare una possibilita’ ai cittadini italiani. E’ stato creato da una persona meravigliosa”. Grillo ha fatto un accenno al “connubio” che c’e’ stato tra lui e Gianroberto e al movimento “nato dalla fantasia”. Poi ha rivolto alla platea un invito e una esortazione: “Il cittadino deve essere curioso. Cosa state aspettando?”.


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