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Partiti d’Italia

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I partiti sono troppi. I piccoli influenzano i grandi. Le alleanze e gli apparentamenti consentiranno comunqueil varo di un Esecutivo. Nonostante le generiche assicurazioni, c’è ancora da capire come uscirà l’Italia dall’incertezza socio/economica. Il declino dei Paese era ipotizzabile. Almeno nelle condizioni nelle quali si trovava la Penisola all’inizio del nuovo Millennio.

Fare politica non significa interessarsi ai problemi degli altri. Al massimo, si tenta di tutelare i propri. I sacrifici non saranno ridimensionati; anche perché il Bel Paese ha da rendere conto a un’Unione Europea che non intende confondere la politica degli Stati membri con l’economia dell’Area Euro. Anche se sussistono altri problemi che non risparmiano nessuno, non ultimo quello della gestione dei flussi migratori sempre più consistenti.

Le necessità, invece, sono immediate e ce ne rendiamo conto quotidianamente. Nel secolo scorso, avevamo azzardato delle tesi che, poi, non si sono concretate per mancanza di un’univoca volontà politica. Oggi, ci guarderemmo bene da rifare lo stesso percorso.

Tra l’”incudine” e il “martello”, ci sono i problemi del quotidiano che non si riescono a ridimensionare. Come già abbiamo scritto il 2018 non sarà l’anno del chiarimento nazionale. Manca ancora un Potere Legislativo consono alla realtà che ci circonda. Il varo, senza eccezioni, della legge elettorale denominata “Rosatellum” ha contribuito al colpo di grazia della nostra instabile politica.

Eppure, il crepuscolo di chi c’è, ma non serve, è meno lontano di quanto si possa immaginare. Insomma, gli italiani hanno da essere messi nelle condizioni di essere partecipi alla vita politica della Nazione.  Ma i partiti d’Italia sono, ancora, inconcludenti. Il “cambiamento”, nonostante le assicurazioni dei “bene Informati” non sembra, tuttavia, imminente. Anche se, da maggio, la Penisola avrà un Esecutivo .Quanto durerà? L’interrogativo, da noi, non è nuovo e, spesso, scontato.

G.B


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