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Il Bari termina al sesto posto il torneo con una vittoria sul Carpi: sarà il Cittadella ai playoff

Sport

Bari – Nell’ultimo turno di campionato di B, almeno nella sua stagione regolare, la gara contro il Carpi privo di obiettivi, arrivava al termine di una settimana plumbea con parecchie turbolenze per il Bari che, coi playoff in tasca, doveva onorare il campionato che ha già sancito – almeno lassù – le sentenze: Bari, dunque, comunque fosse andata stasera, ai playoff insieme ad altre sei squadre tutt’altro che certe considerati i risultati di stasera, alcuni dei quali clamorosi, con l’obbligo di consolidare – vincendo assolutamente – con un slancio generoso fosse anche un sogno matto, il sesto posto utile per poter giocare il primo turno secco in casa, probabilmente, contro il Cittadella quantunque ci fosse anche una remota possibilità di arrivare quinto, ove il Venezia (con cui il Bari è in svantaggio per le due partite perse) avesse perduto in casa contro il pericolante Pescara, eventualità che avrebbe fatto incontrare il Bari contro il Perugia. Ma così non è stato.
Stasera si giocava anche con una notevole apprensione da parte dei tifosi baresi, già colpiti al cuore da fallimenti, autoreti maledette, squalifiche, penalità varie, ed oggi nuovamente preoccupati da Procure Federali e della Repubblica, documenti, estratti conto e F24 dubbi forniti e non forniti, inondati da notizie tutt’altro che incoraggianti da Via Torrebella che aleggiano sulla propria squadra del cuore, fracasso che, tuttavia, Grosso ha saputo ben celare in uno spogliatoio a tenuta stagna, mantenendo alta la concentrazione alla vigilia, appunto, dell’appuntamento di stasera.
Messa, con ogni probabilità, da parte l’eventuale penalizzazione che, ove dovesse arrivare, verrebbe scontata nel prossimo anno, dal momento che, tecnicamente, non ci sarebbe il tempo materiale per cambiare la griglia, rimaneva solo da capire da che posizione sarebbe partito il Bari nei playoff, e i risultati concomitanti hanno detto che il Bari dovrà vedersela con il Cittadella, mentre il Parma è andato in A: evidentemente era scritto che la squadra emiliana dovesse sbarcare in A dopo tre promozioni consecutive. Ma lasciamo stare. Che è meglio.
Senza Andrada, senza l’imperituro infortunato Salzano, senza D’Elia che ha avuto qualche problema muscolare in settimana, e senza i due squalificati Sabelli e Empereur, ma con la lieta notizia di Morleo che, dopo un lunghissimo periodo di convalescenza e di cure, è stato finalmente convocato, Grosso – anche in chiave playoff – ha preferito far riposare Basha, scudiero e ombra confortante e ardimentosa, e Gyomber, entrambi diffidati, mandando in campo, Micai in porta, Anderson, Oikonomou, al rientro dopo essere scomparso dai radar di Grosso anche a causa di un infortunio lungo, Marrone e Balkovec in difesa, Tello, Henderson e Brienza a centrocampo, Galano, Nenè e Iocolano, nella versione inedita di esterno sinistro, in attacco.
Calabro, ex tecnico del Francavilla delle meraviglie, ha risposto con Serraiocco tra i pali, Poli, Ligi Pachonick e Calapai in difesa, Mbaye davanti alla difesa, Jelenic, Sabbione, Verna e Garritano a centrocampo, Melchiorri in avanti.
Bari che ha iniziato col solito giro palla mantenendo saldo il possesso della sfera ma è stato il Carpi, per ben due volte, a far capire che al San Nicola non avrebbe fatto passerella: con una difesa barese, soprattutto nei centrali Marrone e Oikonomou, immobile, al 3′ Garritano su assist di Melchiorri, è arrivato da solo davanti a Micai tirando in porta, ma di piede lo stesso portiere barese ha salvato il gol. E prima della doppia occasione carpigiana, ha risposto Anderson all’8 di sinistro con la palla terminata alta sulla traversa.
Si diceva della seconda opportunità emiliana con un Bari baciato dalla fortuna, e con la solita difesa distratta, al 13′ quando ancora Garritano su cross di Pachonick, ha beccato la traversa e poi, sulla respinta, c’è stata una conclusione di Melchiorri dove ancora Micai ha parato da campione rendendosi protagonista nelle fasi iniziali dalla partita.
Bari, dunque, stordito ed in confusione nei primi minuti che non è riuscito a trovare sbocchi, con i centrocampisti incapaci di dettare i tempi nonostante la “carica” suonata da Henderson, sciorinando una manovra lenta e prevedibile che è coincisa con la concessione di campo al Carpi.
Ci ha provato 21′ Iocolano dal limite ma il portiere emiliano ha deviato in corner. E alla prima occasione il Bari è andato in vantaggio: al 26′ Galano, servito magistralmente da Nenè che gioca sempre al servizio della squadra, lo ha messo, con un passaggio, in condizione di volare verso la porta siglando, di destro, il gol del vantaggio: erano cinque mesi che non segnava, tantissimi per un giocatore di talento come lui.
Calabro, con gli uomini contati, al 33′ ha sostituito Sabbione con Mbakogu per dare più brio in attacco dal momento che il Bari stava aumentando la pressione. E al 44′ un gran sinistro di Brienza, bello come una struggente canzone di Battisti, finito sotto l’incrocio dei pali, ha sancito il due a zero: un gol di un campione, ormai, al crepuscolo ma sempre vivo e che in pochi possono permettersi.
Il secondo tempo è iniziato col solito Bari attendista, intento a tessere la tela di Penelope a centrocampo, anche se il Carpi ha provato a rientrare in partita su una punizione concessa dall’arbitro dal limite dell’area barese con Jelenic, ma il suo tiro, basso si è spento sulla barriera.
E poi al 15′ da segnalare una grande azione personale di Pachonick che, arrivato al limite, ha sferrato un gran tiro terminato di un soffio al lato di Micai. Poteva essere il gol che avrebbe riaperto la gara confermando, tuttavia, una certa pericolosità carpigiana che, prima di alzare bandiera bianca, ha venduto cara la pelle.
Sull’azione successiva ancora il Carpi pericolosissimo con Mbakogu che ha tirato verso Micai il quale ha parato acrobaticamente. Insomma il Bari, come sempre, ha concesso parecchio al Carpi che si è fatto molto pericoloso.
Nuovo cambio per Calabro che si voleva giocare tutte le armi a disposizione: entrato Saric e uscito Jelenic.
Grosso ha preparato la gara in funzione dei playoff facendo riposare qualche giocatore ma, ironia della sorte, al 27′ si è fatto espellere per aver detto qualcosa di troppo all’arbitro. Caduto, per un momento, il suo noto aplomb di uomo equilibrato, sicché Valeriano Recchi, il suo secondo, ha preso le redini della gara. E a proposito di Grosso, neanche stasera si è fatto vedere in sala stampa nonostante avesse dichiarato che avrebbe parlato a fine torneo, ma evidentemente il torneo non è ancora finito essendoci i playoff. Si spera che, prima o poi, parli anche perchè i penalizzati sono i tifosi che vogliono sapere il suo pensiero, pensiero che noi della stampa riportiamo fedelmente.
Tornando alla partita, finita la gara anche per Iocolano – positiva la sua prestazione – al suo posto è entrato Cisse’ al 27 per dare maggior profondità alla squadra barese.
Il Bari ha provato divertirsi fino in fondo gestendo il doppio vantaggio senza sbavature e col solito possesso palla che non ha fatto respirare gli avversari, rendendosi, anzi, pericoloso in avanti con le giocate di Henderson e Brienza i quali han cercato di smarcare Cisse’ e Nene’ che in area avversaria hanno inciso non poco.
Dentro anche Improta e fuori Galano uscito tra gli applausi e con la conferma che nei playoff si potrà contare pure su di lui. Passerella anche per Petriccione al posto del guerriero Brienza, giocatore esemplare uscito anch’egli tra gli applausi scroscianti del pubblico barese.
La partita volgeva al desio ma al 47′ un gran tiro di Melchiorri ha fatto meritare nove in pagella a Micai che ha sfoderato la quarta grande parata sventando il gol della bandiera carpigiana e, sulla respinta, Garritano ha messo in rete ma la posizione era irregolare, dunque gol annullato.
La partita è finita col Bari in avanti e col Carpi che, comunque, ha fatto la sua dignitosa partita tenuto conto degli uomini a disposizione.
Obiettivo raggiunto, dunque. I playoff erano l’obiettivo prefissatosi ad inizio torneo e così è stato, grazie anche all’allenatore Grosso che, seppur commettendo qualche fisiologico errore, è riuscito a mantenere la corda tesa fino alla fine, lui che era all’esordio in assoluto tra i professionisti. Insomma, meglio di così non si poteva fare tenuto conto anche della rosa che aveva pure i suoi limiti. Una squadra che è cresciuta in personalità ed in carattere proprio sul finale di campionato dando dimostrazione del suo reale valore praticamente mai evidenziato nel corso del torneo se non occasionalmente e a sprazzi, una crescita fondamentale anche nelle cosiddette “riserve” che sicuramente potranno ritornare utili per i playoff. Bari, dunque, che si piazza al sesto posto e sabato prossimo, nel preliminare dei playoff, incontrerà il Cittadella.


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