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Gli statali costano a ogni italiano 2.632 euro l’anno

Lavoro

 Ogni cittadino italiano spende per il lavoro dei dipendenti pubblici 2.632 euro l’anno. Il dato emerge da un’indagine sul lavoro pubblico presentata questa mattina da Fpa, societa’ del gruppo Digital360, al convegno di apertura di Forum Pa 2018. Lo stipendio medio e’ di 34.500 euro, sostanzialmente lo stesso dal 2009, con molte differenze tra i comparti, dai 138 mila euro della magistratura ai 28,4 mila del personale della scuola. Ma la spesa per la collettivita’ e’ sempre di meno: ammonta a 160 miliardi di euro il costo per tutto il personale della Pa, 10 miliardi in meno rispetto al 2009, un risparmio che porta l’Italia in linea con i principali Paesi europei. La Germania spende 236 miliardi, il Regno Unito 217 e la Francia addirittura 283; la Spagna con i suoi 121 e’ tra i paesi piu’ vicini alla media EU 28 (129 miliardi). Ciascun dipendente costa in media 49.000 euro l’anno, meno dei 50.000 dei colleghi francesi e tedeschi, ma piu’ di quelli inglesi 43.000 e spagnoli 40.000.

Nel 2016 sono 3.247.764 gli occupati nelle amministrazioni pubbliche, la contrazione complessiva dal 2008 e’ del 7,2%: 246.187 persone sono uscite dalla Pa e non sono state rimpiazzate. La Pa italiana ha il 70% in meno dei dipendenti rispetto alla Germania, il 65% rispetto all’Inghilterra e il 60% della Francia, appena il 10% in piu’ della Spagna. Pochi i volti nuovi, con appena 64 mila “nuovi dipendenti pubblici”, mentre aumentano i precari, che raggiungono quota 314mila, 25.000 in piu’ rispetto al 2015, su cui ancora non si vedono gli effetti delle recenti politiche di stabilizzazione. Un personale vecchio – eta’ media di 50,34 anni che cresce di 6 mesi ogni anno, oltre 450.000 over 60 – per il 62% costituito da diplomati, che fa sempre meno formazione (6/7 ore di media ogni anno). Si notano anche i primi effetti della linea dura sull’assenteismo, con una riduzione del 10,6% in un anno dei giorni di malattia e la diminuzione dei certificati medici (da 7 ogni 10 lavoratori del 2016 ai 6 certificati ogni 10 del 2017) soprattutto per il calo delle assenze brevi di un giorno, mentre si riduce di 4 punti percentuali la percentuale di lavoratori con almeno un giorno di malattia sul totale (dal 33% del 2016 al 29% del 2017). Sono gia’ 40 i licenziamenti disciplinari avviati ai sensi della nuova norma introdotta con la riforma Madia. Nel 2017 complessivamente nella Pa sono state licenziate 324 persone, il 62,8% in piu’ rispetto 5 anni prima, di cui quasi meta’ per assenze. Inizia a farsi strada il lavoro agile: 4.210 dipendenti pubblici operano in telelavoro (800 in piu’ in un anno), per lo piu’ negli enti locali, e oggi il 5% delle pubbliche amministrazioni ha progetti strutturati di Smart Working, un altro 4% lo pratica informalmente e quasi il 48% e’ interessata a una prossima introduzione.


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