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La manovra

Politica italiana

Per il passato, ci hanno fatto credere in un Paese con un’economia a sviluppo fisiologico. Nulla di più falso. La “crisi” d’Italia ha radici lontane. I provvedimenti d’austerità hanno solo frenato la china del Paese. Per evitare il peggio, si tornerà a mettere le mani nelle tasche degli italiani. Come a scrivere che i sacrifici a fondo perduto torneranno. In questi mesi di “stasi” politica i problemi del Paese si sono evidenziati. L’affidamento economico del Paese è venuto a mancare per palese insufficienza di stimoli alla ripresa e già è stato gettato il seme per nuove imposizioni che nessun Governo riuscirà a fare rientrare; almeno nell’immediato.

Nell’incertezza di un domani, che dipenderà dall’ieri, ci preoccupa. Il 2018 sarà l’anno decisivo per l’Italia? Ne dubitiamo.  Ora i parlamentari dovrebbero, obiettivamente, fare il loro mestiere. Non solo criticare. Sarebbe troppo facile, troppo ovvio. I sacrifici fanno parte della nostra vita. Negarlo è inutile. L’importante, però, è che siano modulati in relazioni a un minimo vitale. Invece, si continua a “togliere” dove, invece, bisognerebbe “aggiungere”.

 Come si comporterà l’imminente Esecutivo? E’ un interrogativo sibillino e dalle molteplici sfaccettature. Del Primo Ministro Designato sappiamo l’indispensabile, ma le cariche ministeriali sono ancora “in pectore”.  Gli eventi, comunque, dovranno rispettare la dignità nazionale dentro e fuori in confini nazionali. Attenzione, quindi, che il novello Esecutivo non si trasformi, poi, nei consueti compromessi di “bottega”. Avere un Primo Ministro di cui non è nota l’”abilità” politica, potrebbe non facilitare la “manovra” operativa del contratto Di Maio/Salvini. Insomma, la “manovra” è pronta; c’è solo da verificare come sarà gestita.

Giorgio Brignola


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