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Novarcobaleno: in prima fila contro le discriminazioni di genere

Cronaca

Mancano poche ore all’inizio del Primo Gay Pride a Novara e nonostante le polemiche degli ultimi giorni a causa del mancato patrocinio del Comune di Novara a questa manifestazione contro le differenze di genere e il riconoscimento dei diritti civili delle persone omosessuali e trans, le associazioni aderenti e promotrici come NovarArcobaleno, Sermais e Amnesty International si preparano attivamente e con molto entusiasmo. Alla Vigilia di questa manifestazione molto discussa che darà voce a molte minoranze che ogni giorno lottano contro le difficoltà di espressione e affermano la propria dignità e orgoglio ad essere in coerenza con quello che sono, abbiamo incontrato Laura Galasso.

Laura Galasso è la vicepresidente di NovArcobaleno, associazione presente dal 2013 nel territorio novarese impegnata a combattere ogni forma di discriminazione, omofobia, bifobia e transfobia e portare avanti battaglie per i diritti civili delle persone omosessuali e trans*. In questa esclusiva intervista Laura Galasso ci ha rivelato delle anticipazioni sulla manifestazione, sulle discriminazioni di genere e sul concetto di “diverso” e sul potere dell’arte nella lotta contro le etichette e i pregiudizi.

1)Come si sta preparando la città di Novara al Gay Pride del 26 Maggio?

La città di Novara è fatta di molteplici contraddizioni interne: probabilmente si tratta una delle province con maggiore presenza di persone LGBTQIA+ (lesbiche, gay, bisessuali, trans*, Queer, intersex, asessuali) che nel mio lavoro da attivista abbia mai visto, eppure la paura di esprimersi e di essere visibili ancora regna sovrana. Con il Novara Pride siamo stati comunque sorpresi nel vedere che tanti ci cercavano ed erano ben lieti di averci trovati. L’apprezzamento dimostrato per il lavoro di NovarArcobaleno e Sermais (le due associazioni promotrici) non ha alcun prezzo.

2)Anticipazioni sull’evento…

Questo 26 maggio alle ore 15:00 – dopo una settimana di Pride Week che finirà il 25 con l’evento in collaborazione con il comune di Romentino “Verso l’Europa Mancano dei diritti”- ci troveremo nella piazza antistante la stazione, da dove partiremo alla volta di Piazza Martiri, in cui vi sarà il concentramento finale. Lì, esponenti politici, attivisti, persone comuni, parleranno dal palco e porteranno testimonianza di tutto ciò che concerne la vita delle persone LGBTQIA+.

3) Parliamo di NovarArcobaleno che dal 2013 è impegnata a lottare contro qualsiasi tipo di discriminazione di genere. Resoconto di questi cinque anni di attività sul territorio novarese…

Tra alti e bassi NovarArcobaleno credo abbia fatto molto per il territorio. Prima della fondazione le persone LGBTQIA+ novaresi avevano come unico modo per esprimersi spostarsi verso Milano e Torino (chi poteva) o rimanere in solitudine. Ora siamo contattati da giovanissimi e giovanissime che hanno bisogno di supporto, oltre che adulti con finalmente la voglia di uscire allo scoperto.

Partendo dagli eventi di socializzazione – come aperitivi, riunioni, feste – a quelli culturali riguardanti ad esempio la lotta al bullismo e la prevenzione dell’HIV e delle altre MIST, l’associazione tenta di essere quanto più poliedrica possibile e di cambiare- seppur in piccolo – le cose.

4) Qual è il suo concetto di “Normalità”? Se ne parla tanto al giorno d’oggi ma risulta un concetto poco chiaro…

Un’ottima domanda: per quel che mi riguarda la “normalità” non esiste.

Come esseri umani abbiamo così tante differenze, così tante variabili nella nostra essenza che pensare a un prototipo di “normale” è un’inutile forzatura.

È “normale” chiunque, senza ledere agli altri e nemmeno a se stessi.

5)NovarArcobaleno è coinvolta in diverse attività culturali e artistiche. Qual è il ruolo dell’arte nella lotta contro i pregiudizi e le discriminazioni di genere?

Come in tante cose, la cultura fatta dalle persone LGBT è sempre stata osteggiata, quasi quanto quella ad opera delle donne; riuscire quindi a riappropriarsi dei propri spazi di espressione attraverso l’arte è uno dei metodi che più personalmente apprezzo e per cui mi espongo in prima persona come artista e scrittrice.

L’Arte è comunicazione, è riuscire a combattere l’indifferenza, l’odio e la non curanza verso le ingiustizie con una rappresentazione fuori dai pregiudizi della realtà.

Non possiamo quindi che ringraziare Le Rêve, associazione culturale, e tutte le persone che nei nostri passati concorsi artistici hanno avuto il coraggio di non nascondere se stessi e la propria verità.

6) In questa società che va sempre più incontro all’omologazione e alla massificazione chi è il “diverso”?

Diversi siamo tutti, nel nostro intimo, poiché nessuno sarà mai totalmente uguale a un altro come già precedentemente specificato.

Il “diverso” come capro espiatorio utilizzato soprattutto da alcune fronde politiche, è chi per condizioni personali, fisiche, di orientamento sessuale (ecc..), viene emarginato e stigmatizzato dalla maggioranza ipotetica che detiene nel dato momento storico una qualche forma di potere.

7) In merito alla campagna di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili qual è il vostro impegno?

Considerando Novara il polo piemontese con più diffusione di sifilide e HIV , non possiamo che pensare di dover continuare con eventi che sensibilizzino queste tematiche fuori e dentro le scuole.

Ad ogni nostro evento, comunque, è possibile da sempre ottenere materiale informativo della LILA (lega Italiana lotta all’Aids) e preservativi maschili e femminili gratuiti. A breve avremo anche i Dental dam.

8)Progetti futuri di NovarArcobaleno e Laura Galasso

Dopo aver concluso il Novara Pride, la prima cosa che faremo sarà prenderci un meritato riposo e partecipare alle altre manifestazioni sul territorio italiano.

Supporteremo dopo di che l’iniziativa del 2 giugno ad opera di AriciGay Vercelli e Valsesia denominata Rock For Love e non ci fermeremo nella creazione di nuovi momenti di aggregazione e cultura su tutto il nostro territorio.

Come Laura Galasso, a parte prendere la mia seconda laurea in Editoria, vorrei impegnarmi nel trovare una casa per le associazioni del territorio che come noi si occupano di diritti umani, che ancora elemosinano spazio nonostante il numero sempre più crescente di persone che usufruiscono dello spazio.


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