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Quella di Conte sulle banche è pura demagogia

Cronaca

Marattin (PD): “ Savona? Se la sua è una strategia negoziale con l’Ue mi sta anche bene, ma non si parli di uscita dall’Euro”

Luigi Marattin, deputato del Pd, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la notizia”, condotta da Gianluca Fabi e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sull’ipotesi Paolo Savona al Ministero dell’Economia. “Da una parte c’è la necessità che la maggioranza di governo che si forma in pieno rispetto delle scelte degli elettori il 4 marzo, dall’altra abbiamo l’esigenza di rispettare la Costituzione –ha affermato Marattin-. Lega e M5S erano in prima fila nella difesa della Costituzione così com’è. La Costituzione dice che i ministri li nominano il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio. C’è da trovare un equilibrio. Paolo Savona è una persona di grande esperienza, questo è già importante. Nel merito, sostiene tesi che io ritengo pericolose. Io sono d’accordo sul fatto che debba essere affrontato il problema dell’Euro. Se Savona porta avanti certe posizione come strategia negoziale, mi va anche bene. Cioè partire dicendo ‘voglio sfasciare tutto’ per arrivare a costringere i nostri partner europei ad una discussione seria. Per me l’uscita dall’Euro sarebbe inconcepibile, perché per certi versi è stata la nostra salvezza. Noi dobbiamo buttare via il ciclo di regole aggiustate per il ciclo e passare a regole più semplici, anche più rispettate. La regola è tale se ha delle sanzioni e se è credibile. Se Savona vorrà discutere su come portare proposte concrete delle regole fiscale europee, ma il perimetro deve essere quello della permanenza nell’Euro. Bisogna riconoscere che il Pd in questi anni non è stato fermo, ad esempio sulla flessibilità. A settembre scorso la Commissione ha accolto alcune nostre proteste su come si calcola il pil potenziale. Certo, c’è da fare molto di più e il PD farà molto di più”.

Su Giuseppe Conte. “Non è una cosa da poco la questione del cv –ha dichiarato Marattin-. Quando un ragazzo giovane investe soldi ed energie per prendere un titolo di studio in un’università prestigiosa, non credo sia giusto equipararlo agli occhi dell’opinione pubblica a chi esagera il suo cv e si pone sullo stesso piano, credo sia una pratica scorretta e ingiusta. Detto questo, sicuramente adesso ci sono altre priorità”.

Sugli incontri di Conte con Visco e i risparmiatori truffati dal Salvabanche. “Sono stato molto perplesso dalle prime dichiarazioni di Conte, questa è pura demagogia. Le sei banche sono fallite perché erano gestite da gruppi dirigenti inadeguati. Il governo ha impedito che quel fallimento comportasse la sparizione dei posti di lavoro e dei risparmi che erano in quelle banche. Poi ha contattato con l’Europa che gli obbligazionisti fossero forfettariamente rimborsati. Se invece si vuole dire che si vuole rimborsare chi ha messo capitale di rischio in quelle banche senza essere truffato, questa è demagogia ed è una presa in giro. La Costituzione tutela il risparmio non l’investimento finanziario. Sono slogan che fanno prendere tanti applausi, ma è più serio dire le cose come stanno”.


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