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Riflettere non basta

Cronaca

La nostra realtà è tutt’altro che affidabile. Fare un bilancio sui fatti socio/politici di casa nostra non è ancora attendibile. Le elezioni politiche di marzo non hanno chiarito una realtà che ci angustia. Sono i numeri che ci fanno intendere la nostra deriva. Milioni di senza lavoro, pensioni infime, carico fiscale a salire, sanità allo sbando. Questo è il biglietto da visita del nostro Paese. Non c’è stato incontro tra Italia di ieri e quella di oggi. Il Bel Paese avrebbe bisogno di un Esecutivo con programmi meno dispersivi. Da noi non s’è ancora trovata una piattaforma di discussione che consenta a tutti di partecipare ai destini della Penisola. Mancando una linea armonica d’azione, il resto è di conseguenza. Non solo il fronte occupazionale è in crisi profonda. Stanno venendo meno anche le certezze di chi ha già “dato”. Dietro questa realtà, c’è un Paese che pretende una seria riflessione politica.

La redditività nazionale dovrebbe recuperare parte del terreno perduto. Ma i cicli produttivi resteranno rallentati proprio per le difficoltà di uno Stato la cui amministrazione resta eterogenea. Per frenare la china recessiva mancano gli economisti. I politici continueranno a fare quello che sono in grado. Cioè poco.

Le stime non bastano più. Ma neppure le polemiche. Sarebbe necessario trovare i rimedi per invertire la propensione senza rimettere le mani nelle tasche degli italiani. Premessa che, come il solito, appare vana. Prima d’intraprendere la via di nuovi sacrifici, ci sarebbe da stimare gli effetti di quelli che già abbiamo sopportato. La ripresa nazionale non sarà facile. Il fatto è che, con le strategie politiche attuali, il nostro futuro potrebbe essere non migliore di questo problematico presente.

Giorgio Brignola


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