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La resa dei conti

Cronaca

Il deficit pubblico nazionale non è ancora nello standard UE. Sino allo scorso anno, Il Parlamento ha sempre approvato le linee “salva economia” dell’Esecutivo. Tutti i provvedimenti che contavano sono passati con la “fiducia”.

 Ora, il rigore, proprio perché coinvolge aspetti dell’equilibrio socio/economico, non sarà più lo stesso. Le speranze non sono diventate certezze. Neppure questo secondo semestre 2018 sarà quello “buono” per l’economia della Penisola. La maggioranza degli italiani continuerà ad avere problemi. Le nuove generazioni dovranno affrontare situazioni che i loro padri credevano d’aver definitivamente risolto. Se prima gli italiani spendevano troppo e male,  ora spenderanno meno ed a ragion veduta. La mancanza di liquidità ci ha messo in riga; con seguiti preoccupanti per i redditi medio/bassi. Non a caso, l’indice di povertà è salito. Nonostante le promesse di Renzi sul “reddito di cittadinanza”.

Il piatto continua a “piangere”. Ci sono nuove necessità da compensare e, di conseguenza, nuovi provvedimenti da individuare. Mentre si continua ad affermare che i “minimi” vitali non saranno scardinati, l’economia delle famiglie ha registrato un profondo rosso e la tendenza non appare migliorabile in tempi contenuti.

Del resto, le “volpi” della politica italiana non ci sono più. Anche per quest’anno, l’economia del Paese non rientrerà nei parametri fisiologici dell’Eurozona. Intanto, mentre gli italiani, che ancora possono, tirano avanti il regresso continua. Da anni, anche il dibattito amministrativo s’è arrestato. Ora, dopo tanti anni d’amministrazione nazionale di Centro/Sinistra, la situazione è cambiata. Non osiamo, per ora, ipotizzare se in meglio. Da noi la fantapolitica è sempre realtà quotidiana. Tuttavia, se è la somma che fa il totale, i conti continuano a non quadrare.

Giorgio Brignola


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