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Stop alla cannabis light, ‘e’ potenzialmente pericolosa’ 

Cronaca

Consiglio Sanita’, vietare vendita. Polizia chiude negozi

Il Consiglio superiore di Sanita’, in un parere richiesto dal ministero della Salute, afferma che ‘non puo’ essere esclusa la pericolosita’ della ‘cannabis light’ venduta nei cosiddetti ‘canapa shop’ diffusisi in tutta Italia, e raccomanda che non sia consentita la libera vendita. A Macerata, la polizia chiude due negozi accusati di vendere ‘droga vera e propria’. Il presidente di Forza Europa, Della Vedova, commenta: ‘finira’ che avremo un mercato nero e criminale anche per la cannabis light’. Per Coldiretti, il giro d’affari e’ di 40 milioni l’anno.

“Non può essere esclusa la pericolosità della ‘CANNABIS light’”. È quanto si afferma in un parere espresso dal Consiglio superiore di sanità, su richiesta del ministero della Salute, in merito ai prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa, venduti nei canapa shop diffusi in tutta la Penisola. La raccomandazione che arriva dall’organo di consulenza tecnico-scientifica del dicastero è quindi quella di non consentirne la vendita libera. “Seguo con grande attenzione la questione della commercializzazione della cosiddetta CANNABIS light. Il precedente ministro della Salute il 19 febbraio scorso ha chiesto un parere interno al Consiglio superiore di sanità sulla eventuale pericolosità per la salute di questa sostanza. Il Consiglio si è espresso il 10 aprile scorso e il ministro ha investito della questione l’Avvocatura generale dello Stato per un parere anche sulla base degli elementi da raccogliere dalle altre amministrazioni competenti (Presidenza del Consiglio e Ministeri dell’Interno, Economia, Sviluppo economico, Agricoltura, Infrastrutture e trasporti). Non appena riceverò tali indicazioni assumerò le decisioni necessarie, d’intesa con gli altri ministri” afferma in una nota il ministro della Salute Giulia Grillo.
“Il parere del Consiglio Superiore della Sanità risulta disallineato all’evoluzione dello scenario internazionale attualmente in corso, giungendo all’indomani della legalizzazione della CANNABIS da parte del Canada e nei giorni successivi all’epocale annuncio dell’Organizzazione Mondiale della Salute circa l’avvio, per la prima volta nella storia, di una revisione delle proprietà terapeutiche della CANNABIS con probabile declassificazione della sua pericolosità nelle tabelle internazionali” si legge invece in una nota dell’Associazione Luca Coscioni. 
In Italia nel giro di cinque anni sono aumentati di dieci volte i terreni coltivati a CANNABISsativa, dai 400 ettari del 2013 ai quasi 4000 stimati per il 2018 nelle campagne, secondo quanto stima la Coldiretti nel commentare il parere formulato dal Consiglio Superiore di Sanità sulla CANNABISlight, che ha contribuito alla diffusione della coltivazione in Italia utilizzata anche per esperienze innovative, con produzioni che vanno dalla ricotta agli eco-mattoni isolanti, dall’olio antinfiammatorio alle bioplastiche, fino a pasta, biscotti e cosmetici. Ora – sottolinea la Coldiretti – occorre fare chiarezza per tutelare i cittadini e le centinaia di aziende agricole che hanno avviato nel 2018 la coltivazione di canapa,, dalla Puglia al Piemonte, dal Veneto alla Basilicata, ma anche in Lombardia, Friuli V.G. Sicilia e Sardegna con il moltiplicarsi di esperienze innovative. Per la coltivazione e vendita di piante, fiori e semi a basso contenuto di principio psicotropo (Thc) si stima un giro d’affari potenziale stimato in oltre 40 milioni di euro alimentato – ricorda Coldiretti – dall’approvazione della legge numero 242 del 2 dicembre 2016 recante “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa” che ha disciplinato il settore. Con la nuova norma non è, infatti, più necessaria alcuna autorizzazione per la semina di varietà di canapa certificate con contenuto di Thc al massimo dello 0,2%, fatto salvo l’obbligo di conservare per almeno dodici mesi i cartellini delle sementi utilizzate.


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